domenica, Marzo 3, 2024

Corrispondenza tra ex sindaco di Castelvetrano e Matteo Messina Denaro, chiesta nuova perizia calligrafica

Antonio Vaccarino prese parte a un’operazione finalizzata a stanare l’allora latitante concordata con il Sisde

Tra le vicende tornate alla ribalta dopo l’arresto del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, avvenuta lo scorso 16 gennaio a Palermo, c’è anche quella legata ai rapporti epistolari intercorsi tra l’ex sindaco di Castelvetrano Antonio Vaccarino

La moglie di Vaccarino, scomparso nel maggio 2021, ha infatti dato incarico a una criminalista esperta in scienze forensi e criminologia investigativa, come reso noto dai legali Baldassare Lauria e Giovanna Angelo, di effettuare una nuova perizia calligrafica con lo studio e la comparazione degli scritti inviati dal boss a Vaccarino e altri soggetti.

“La vicenda dell’ex sindaco di Castelvetrano – scrivono gli avvocati – che prese parte a un’operazione finalizzata a stanare l’allora latitante Matteo Messina Denaro, concordata con il S.I.S.De., nel tempo ha dato adito a più illazioni e congetture”. Vaccarino, infatti, con lo pseudonimo di Svetonio, era entrato in contatto epistolare con Messina Denaro che si firmava Alessio.

“A seguito dell’arresto di Bernardo Provenzano, nel suo covo vennero trovati diversi “pizzini” del capomafia castelvetranese nei quali si faceva riferimento ad Antonio Vaccarino che – ricordano i legali – proprio a seguito di tale rinvenimento fu inizialmente indagato, fin quando il Sisde, che aveva già comunicato alla Procura di Palermo di avere avviato un’operazione tramite un infiltrato, non intervenne dichiarandone l’identità. Vaccarino fu dunque scagionato dalle accuse che pertanto furono archiviate”.

Secondo gli avvocati, “la vicenda fu, ed è ancora oggi, oggetto di non poche strumentalizzazioni. In particolare, i dubbi che a scrivere a Vaccarino non fosse il latitante – avallati anche da una perizia calligrafica – hanno dato la stura alle più fantasiose teorie, rese credibili pure da soggetti che, ospiti di importanti programmi televisivi e nascondendosi dietro l’anonimato, hanno rappresentato al pubblico una versione dei fatti assolutamente falsa, gettando ombra sull’immagine dell’allora nostro assistito e l’operato degli ufficiali allora ai vertici S.I.S.De”.

A seguito dell’arresto di Matteo Messina Denaro e al rinvenimento di “pizzini” conservati dal latitante e da suoi famigliari, la vedova di Vaccarino ha appreso di una prima analisi chiesta a un professionista dalla quale si evincerebbe che gli scritti inviati a Svetonio (Vaccarino) da Alessio (Matteo Messina Denaro), presentano gli stessi caratteri grafici ed identificativi di quelli inoltrati dal boss a più mafiosi e ai suoi stessi famigliari.
Da queste premesse la decisione della vedova di voler giungere all’accertamento della verità, “così da porre fine a quello che appare come un autentico depistaggio” con “una ricostruzione scientifica degli eventi complessi che videro protagonista il marito”.

“Ci sono troppe stranezze in tutta questa vicenda – concludono gli avvocati Lauria d Angelo – che soltanto una nuova perizia calligrafica, con lo studio e la comparazione degli scritti inviati a Vaccarino e altri, potrà chiarire, permettendo una ricostruzione scientifica degli eventi complessi, e per certi versi drammatici, che videro protagonista Antonio Vaccarino”.

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