Comunque vada i granata hanno dato tanto

Salvezza in ghiaccio e obiettivo play off. Sono queste le ultime certezze di una stagione da incorniciare. Sarà il mese di maggio a far capire se Trapani potrà centrare l’appendice di campionato e continuare ad inseguire un nuovo sogno: quello della conquista della serie A. Ma al di là di quest’ultimo difficile traguardo da raggiungere, la conquista dei play off significherebbe già aver largamente superato l’obiettivo della vigilia e cioè la permanenza in serie B, oltre a rappresentare una vetrina di grande interesse.

Certamente la lunga sequenza di risultati utili consecutivi aveva innescato facili entusiasmi nella tifoseria, per non parlare dell’esaltazione degli “occasionali” del Provinciale. Ma le susseguenti quattro sconfitte consecutive, per lo più immeritate, erano anche servite a far rimettere i piedi per terra ma avevano deluso parte della tifoseria. Insomma, ancora la solita storia con i soliti eccessi e sbalzi d’umore.

Ma in realtà, i granata né erano campioni prima, né erano brocchi poi. La riprova dell’altalena di sensazioni e delle reazioni dei tifosi arriva dalle cifre. Con le presenze del Provinciale, passate dal prevedibile sold out nella gara interna con la prima della classe, ossia il Palermo, 7.146 spettatori (con una nutrita rappresentanza rosanero) per oltre 74.000 euro di incasso, ai 4.609 per oltre 40.000 euro di incasso nella gara con l’ultima della classifica, ossia la Juve Stabia, subito dopo il poker di sconfitte consecutive.

E’ pur vero però che, a prescindere dai risultati e dagli stati d’animo della tifoseria, Trapani ha fatto sempre segnare percentuali di presenze elevate, in relazione alla massima capienza del Provinciale. Senza dimenticare che la società granata ha staccato 2.452 abbonamenti, con una quota partita di oltre 22.000 euro. Cifre da non disdegnare ma incrementabili.

Granata, dunque, sempre in corsa per le posizioni che contano, malgrado i torti arbitrali subiti. Come non pensare ai non-goal che lo “sfortunato” Ostinelli ha praticamente regalato agli avversari o al rigore non accordato sullo 0 a 0 nella gara interna con il Palermo. E malgrado anche gli infortuni e le squalifiche, che nell’ultimo scorcio di campionato non hanno dato scampo.

Proprio le sistematiche assenze di uomini-chiave hanno creato qualche problema alla squadra, si sa non particolarmente attrezzata nell’organico, soprattutto a centrocampo. Sarebbe potuto essere terreno fertile per qualsiasi mister, per giustificare le ultime sconfitte e qualche leggera pausa di rendimento. Ma non certamente per Boscaglia, sempre capace nel tenere tutti sulla corda e ottenere il massimo, al momento opportuno, da ciascun uomo della rosa.

E’ il caso del giovane Feola, promosso titolare per le forzate assenze di Pirrone e Caccetta, risultato il migliore in campo nella gara interna con la Juve Stabia. E se il pubblico lo ha ripetutamente acclamato, ha fatto bene lo stesso Boscaglia, nel dopo partita, a moderare i toni trionfalistici per la prestazione del centrocampista granata.

Proprio un pregevole assist di Feola per Mancosu, in un’ideale azione “sarda”, vista la comune origine territoriale dei due, ha definitivamente chiuso il match con la Juve Stabia, condannando i campani alla matematica retrocessione, la prima decretata nella stagione in corso.

Se fa piacere registrare il positivo inserimento di qualche giovane, soprattutto in ottica futura, considerata anche l’elevata età media della squadra, altrettanto importante è risultato il ritorno al goal di Mancosu, a secco per tre turni.

Per un goleador può accadere di trasformare ogni occasione in goal ma anche, viceversa, di non segnare per propria imprecisione o per le provvidenziali parate del portiere avversario. Ed è capitato anche a Mancosu. Ma per il bomber granata, che ha superato la soglia dei 20 goal, è sempre più che mai leadership nella speciale classifica marcatori. E a fine stagione sarebbe una bella soddisfazione chiudere al comando, soprattutto dopo aver primeggiato per buona parte del girone di andata e finora per tutto quello di ritorno.

Dicevamo delle quattordici partite senza sconfitta, quasi un intero girone del campionato, a conferma di un ottimo stato di forma, di una grande autostima creatasi. Logico poter prevedere un certo calo di rendimento, sebbene la squadra abbia sempre tenuto in campo un atteggiamento votato sempre alla ricerca del successo. Quell’atteggiamento che ha anche portato a consumare qualche ingenuità, pagata a caro prezzo. E’ il caso dei contropiede lasciati agli avversari in più di un’occasione. Ma Trapani, alla fine, ne ha tratto insegnamento, come conferma l’atteggiamento della squadra, tornata al successo, denotando cinismo in campo, lasciando meno al bel gioco e allo spettacolo e più alla concretezza.

Del resto, alla fine sono sempre i risultati quelli che contano. E l’importante era tornare a vincere, soprattutto in casa dove il successo mancava dal lontano 22 febbraio, nel 2 a 0 con il Modena.

Chi intanto continua sempre e solo a vincere e a dare l’esempio ai suoi è il presidente Vittorio Morace.

L’ultimo riconoscimento assegnatogli dal mondo sportivo, in ordine di tempo, è il Premio “Sport e impresa”. La firma è quella dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia. Emblematica la motivazione, che evidenzia la passione sportiva che ha portato Morace a impegnarsi nella rinascita della società granata, portandola dall’Eccellenza in B e il tributo sociale, sprone per le nuove generazioni.

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