“Come giocava il Trapani anni ‘60 di Aristide Zucchinali” di Francesco Rinaudo

Come giocava il mitico Trapani di Aristide Zucchinali?
Come il grande Ottorino Dugini schierava i suoi ragazzi?

Nessuno, credo, ce lo ha mai detto; almeno, da quando io mi interesso del Trapani, e cioè dalla fine degli anni ‘70, non sono mai riuscito a saperlo da alcuno.
Per logica, e grazie all’opera omnia di Franco Auci, ho dedotto che quel Trapani, che fece sognare i nostri genitori ed i nostri nonni, si schierava con il Sistema o WM; mi rimaneva però il dubbio del libero: c’era? Non c’era? Quando nel Trapani un uomo fu sistematicamente schierato, libero da marcature, alle spalle dei tre difensori?
Per saperlo, ho incontrato un calciatore che fece parte di quella splendida e magnifica squadra, uno che c’era in quel campionato maledetto, che vide sfumare la serie B a Chieti all’ultima giornata in favore del Cosenza: mi riferisco a Nino Morana, bandiera granata per oltre un decennio e successivamente allenatore del Trapani sia nelle giovanili che in prima squadra in vari campionati di C e di D.

L’ho incontrato lo scorso Maggio, in centro ovviamente: piazza Scarlatti, la Marina, il Corso e via Torrearsa… Nei suoi occhi la tristezza nel vedere quei luoghi, i suoi luoghi, svuotati della vita pulsante di un tempo, privi di quei crocchi di appassionati, che attendevano di incontrare i calciatori granata a passeggio e scambiare con loro quattro chiacchiere: calcio di un tempo che fu, ora scomparso.

Mister, allora: come giocava il suo Trapani del 1960/61? Zanellato faceva il libero o marcava il centravanti?

“Giocavamo col Sistema – esordisce lui – in porta c’era Gridelli; poi tre difensori che marcavano rigorosamente ad uomo:
I due terzini (De Dura e Ancillotti) prendevano le ali avversarie e in mezzo, tra loro due, c’era lo stopper (Zanellato), che stava incollato al centravanti avversario.
A centrocampo agivano due mediani (Vascotto e Tomassoni) schierati centralmente davanti alla difesa e due mezzeali (Castaldi e Merendino) sempre in posizione centrale ma più avanzata.
In attacco le ali erano Nardi e Zucchinali ed il centravanti era Ferrari, che aveva preso il posto di Magheri”.

Oggi potremmo definire quel sistema come un: 3-2-2-3, che rappresenta in effetti la disposizione tattica, più o meno stabile, dei giocatori schierati col WM in voga in quegli anni in serie C.
Mister, ma a quell’epoca in Italia il famoso “catenaccio” di Viani e Rocco aveva già preso piede da almeno quattro o cinque anni in serie A.

Quando anche il Trapani cominciò ad utilizzare il libero?

“Le innovazioni tattiche già presenti in serie A ci mettevano un po’ ad attecchire anche nelle categorie inferiori.
Noi cominciammo a schierare Benito Zanellato nel ruolo di libero (il quale cambiò infatti anche il numero di maglia indossata, dalla 5 passò alla 6) verso il 1963.
Con l’arrivo di Renato De Togni, questi giocò da stopper (5) con Zanellato alle sue spalle (6) ma il resto dello schieramento rimase immutato”.

Le posizioni in campo erano allora molto bloccate e poco dinamiche; ma la disposizione tattica era adesso mutata: si giocava con un difensore in più ed un mediano in meno, per un sistema 1-3-3-3, detto appunto “catenaccio “; fu allora che le due mezzeali cominciarono ad arretrare un tantino per avvicinarsi all’unico mediano rimasto.
E solo pochi anni più tardi, all’incirca dal 1969, anche in serie C l’ala destra cominciò anch’essa ad arretrare in fase di non possesso, per dare una mano sulla fascia, controllando il terzino sinistro che avanzava a metà campo.

Da lì a pochi anni, all’incirca a metà degli anni ‘70, l’ala destra, nel nostro Paese, si sarebbe chiamata “ala tornante”, sintomo evidente ( assieme al terzino sinistro, che avanzava sempre più spesso sulla fascia fino ad arrivare a fondo campo; assieme alla zona mista a centrocampo ed alla seconda punta, che arretrava sulla fascia in fase difensiva) di quella definitiva evoluzione del catenaccio, che proprio a metà degli anni ‘70 fu chiamato “calcio all’italiana” (1-3-4-2), rivoluzione tattica questa, che però in serie C, sebbene già visibile fin dal 1969 in molti suoi aspetti (l’ala destra che arretrava, il terzino sinistro che spingeva, le due mezzeali più arretrate e vicine al mediano interditore) arrivò a completamento (con l’utilizzo della zona mista a centrocampo) da lì a qualche anno (circa nel 1978).

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