Colpi ai bancomat con escavatori, operazione della Polizia contro bande specializzate [VIDEO]

Sono 18 i provvedimenti cautelari eseguiti nei confronti di altrettanti indagati

Vasta operazione della Polizia contro tre bande specializzate nell’assalto alle postazioni bancomat con l’utilizzo di escavatori attive nelle province di Trapani e Catania.

Oltre un centinaio di poliziotti della Squadre mobili di Trapani e Catania, coordinati Servizio Centrale Operativo, insieme agli investigatori del Commissariato di P.S. Marsala, hanno dato esecuzione a 18 provvedimenti cautelari – richiesti dalla Procura della Repubblica di Marsala – contro altrettanti indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, furto, danneggiamento aggravato e simulazione di reato. Nove di loro sono stati condotti in carcere e altri nove sono stati posti agli arresti domiciliari. Tre le figure di spicco – secondo gli investigatori – a capo dei sodalizi criminali: il 44enne trapanese Massimiliano Gaspare Salafia, il 55enne marsalese Isidoro Salvatore Rallo (già arrestato nel 2004 nell’operazione antimafia “Peronospera 2”) e il 33enne Andrea Tropea di Acireale.

Effettuate anche numerose perquisizioni con l’ausilio di unità cinofile. In totale sono 22 le persone denunciate, di cui 18 quelle sottoposte a misura cautelare. Nel mirino degli investigatori gli appartenenti a tre gruppi criminali, tra loro collegati e specializzati nel furto dei bancomat con l’utilizzo di escavatori.

I malviventi utilizzavano i mezzi, di regola rubati, per scardinare gli apparecchi e poi, dopo averli caricati a bordo di camion, sempre rubati, li trasferivano in località appartate dove provvedevano all’apertura per estrarne il denaro. I poliziotti, già dalle prime indagini avviate dopo un assalto avvenuto alla postazione ATM di un istituto bancario marsalese nel luglio del 2019, avevano compreso di essere di fronte ad uno o più gruppi specializzati nell’esecuzione di questi colpi.

In effetti, le successive investigazioni, effettuate attraverso attività tecniche e supportate anche dagli esiti di accertamenti biologico-forensi su alcuni oggetti rinvenuti e sequestrati durante uno degli episodi, hanno permesso di addebitare ai componenti delle tre bande cinque episodi criminosi.

La prima incursione, risalente al 10 luglio 2019, si era verificata a Marsala ai danni di uno sportello della Banca Intesa, la seconda a Xitta, frazione di Trapani il 31 agosto dello stesso anno presso la filiale del Credito Valtellinese, la terza e la quarta, avvenute a Marsala il 3 ottobre ed il 10 novembre dello stesso anno, ai danni, rispettivamente, della Banca di Credito Cooperativo Toniolo e di una filiale di Poste Italiane. Nel quinto assalto, avvenuto il 19 febbraio 2020 e solo tentato, i ladri avevano preso di mira il bancomat del Credito Siciliano di Trecastagni, in provincia di Catania.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Marsala, hanno progressivamente accertato la presenza di una “struttura” catanese – composta da elementi definiti dagli inquirenti di “provata abilità”, che, con procedure di di tipo militare, metteva a disposizione la propria expertise nell’esecuzione materiale dell’assalto – e di due distinti gruppi, uno formato da marsalesi e l’altro da trapanesi (dove era presente anche una donna, convivente di Salafia) che fornivano assistenza logistica e supporto operativo.

Le accuse nei loro confronti vanno dall’associazione a delinquere, al furto aggravato sia dei bancomat sia dei mezzi necessari ai colpi come auto furgoni ed escavatori. Ad alcuni indagati viene contestata anche la simulazione di reato per aver falsamente attestato la sottrazione di propri veicoli poi utilizzati negli assalti, e il danneggiamento di alcune vetture durante lo sradicamento delle postazioni bancomat.

Nel corso dell’attività di oggi sono stati sequestrati una bombola di ossigeno, destinata ad bloccare l’attivazione del meccanismo di macchiatura delle banconote e un disturbatore di frequenze, il cosiddetto jammer – che dà il nome a questa perazione della Polizia – utilizzato per inibire il funzionamento di cellulari e dispositivi GPS durante i colpi.

L’ammontare globale delle somme rubate è di oltre 225 mila euro, di cui 74 mila circa sono stati recuperati durante le indagini e restituiti all’Istituto di credito vittima dell’assalto.

Sono stati impegnati nell’operazione i Reparti Prevenzione Crimine di Siderno, Vibo Valentia, Palermo e Catania, un’unità cinofila della Questura di Catania e un elicottero del Reparto Volo di Palermo. GUARDA I VIDEO diffusi dalla Polizia

 

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