mercoledì, Febbraio 28, 2024

Che cos’è il singhiozzo? Come farlo passare?

Chi di noi non ha mai provato questo fastidio? Che fare per farlo passare? Come racconta la tradizione bisogna: bere sette sorsi d’ acqua? Trattenere il respiro per 30 secondi? Oppure procurarsi uno spavento? (…E per farlo come dice un caro amico mio, al quale piace sempre scherzare, basta utilizzare la fotocamera anteriore del cellulare per scattare un selfie al mattino appena svegli!)

A parte gli scherzi, per capire bene come farlo passare, dobbiamo analizzare in breve che cosa è il singhiozzo. Il singhiozzo nasce dall’irritazione del nervo frenico che, per capirci, è il nervo che innerva il nostro diaframma che è un muscolo posizionato in senso trasversale e divide la parte toracica da quella addominale, quando questo nervo si irrita produce la contrazione del diaframma con l’insorgenza del singhiozzo.

Le cause posso essere ricercata in pasti troppo veloci, senza una adeguata masticazione, quindi dobbiamo chiederci: ho mangiato un pasto troppo concentrato? Ho bevuto poco? Quindi è chiaro che bere mi può aiutare ad evitare questo problema.

Tra le possibili cause del singhiozzo vi sono anche quelle gastrointestinale (ingestione di aria o cibi pesanti). Vi sono anche le cause emotive.

Il singhiozzo, in casi rari e se frequente, può essere il campanello di allarme per la presenza di patologie ben più gravi quali: ernia iatale, disfunzione esofagea, patologia gastrica (es. ulcera o gastrite cronica) ed in casi rarissimi. Per fortuna, può avere origine intestinale (es. occlusione intestinale, infiammazione del colon o peritonite) con risalita verso l’alto del bolo alimentare.

Esiste pure un singhiozzo che indica problemi di origine cardiaca, utile fare se ricorrente ed insistente visita cardiologica. Quindi ribadiamo un concetto fondamentale: se amici miei è ricorrente e dura per molto tempo può essere campanello di allarme, segnale di patologie che vanno indagate.

Ritorniamo ai rimedi per farlo cessare: quelli tradizionali riescono a rilassare il diaframma ed il nervo frenico facendolo cessare.

Ricordiamoli insieme: è utile.
Bere sette sorsi d’ acqua? Assolutamente sì.
Trattenere il respiro per 30 secondi? Assolutamente sì.
Oppure procurarsi uno spavento? Assolutamente sì.

Sono comunque tutti provvedimenti che si basano tendenzialmente sul trattenere l’aria per cui si crea una distensione del muscolo diaframmatico che piano piano dovrebbe aiutare ad eliminare il fastidioso singhiozzo si può provare a fare pure la manovra di Valsalva.

La manovra di Valsalva, per i non addetti ai lavori, consiste in un’espirazione forzata a glottide chiusa, cioè praticamente mi tappo il naso e tento di spingere l’aria verso le orecchie a glottide chiusa.

Tale operazione può essere utilizzata per scopi diversi, oltre che per calmare un singhiozzo fastidioso anche per diminuire la frequenza cardiaca in caso di tachicardia.

La manovra di Valsalva aumenta notevolmente la pressione intratoracica ed intra-addominale, favorendo tra l’altro lo svuotamento dei visceri.

Può anche funzionare il limone sotto la lingua che si può utilizzare in caso di pienezza gastrica per un pasto riccamente calorico, con la sua acidità, aiuta a digerire prima e diminuire il gonfiore gastrico responsabile spesso dell’insorgenza del singhiozzo.

Alcuni di voi mi hanno chiesto se esistono farmaci per il singhiozzo, se vi è alla base del singhiozzo una componente emotiva: i primi farmaci utili da utilizzare sono i tranquillizzanti, le benzodiazepine così il paziente si rilassa e man mano anche il diaframma si rilassa, anche la metoclopramide in fiale, famosissimo farmaco sintomatico può ridurre il singhiozzo. In casi estremi e rarissimi si possono utilizzare gli antiepilettici.

Le persone che soffrono di insufficienza renale in dialisi spesso soffrono di episodi di singhiozzo, anche più volte al giorno dovuto allo stato di disidratazione cronica. Si tratta di episodi più lunghi rispetto ad un normale singhiozzo e quasi sempre sono accompagnati da una sensazione di pienezza gastrica.

Per concludere, è bene ricordare che nella maggior parte dei casi il singhiozzo è un fenomeno passeggero, occasionale e transitorio e non deve destare preoccupazioni perché tende ad auto risolversi se però si è affetti da episodi duraturi e ripetitivi di singhiozzo, la cosa migliore da fare è sottoporsi ad un check-up medico per verificare se esiste un rischio. Bisogna escludere che sia un campanello di allarme di patologie molto più pericolose!

Esiste un modo per prevenire il singhiozzo? Utili accorgimenti da adottare per prevenire la comparsa del singhiozzo sono: evitare una rapida ingestione di cibo e liquidi, masticare bene il cibo prima di deglutirlo, limitare l’assunzione di alcolici ed evitare l’ingestione di alimenti troppo caldi o troppo freddi.

Punto Salute News è il blog del dottor Andrea Re. È possibile interagire con lui attraverso la sua pagina Facebook.

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