Castrovillari con merito, Trapani un passo indietro

Il Trapani calcio dopo 12 partite è ben al di sotto degli obiettivi prefissati ad inizio stagione: a 4 punti dai play out ed a 9 dai play off

Non voglio dilungarmi troppo, ma è evidente che nulla è cambiato nel modo di giocare del Trapani.
La crisi tecnica, di gioco e di prestazioni, continua imperterrita e non intravedo miglioramenti nell’immediato.
Ieri a Castrovillari addirittura un passo indietro e parlo di prestazione, principalmente.
Abbiamo un solo modo di manovrare:
palla lunga dei difensori verso gli esterni offensivi o gli attaccanti centrali.
E li poi dobbiamo solo sperare nelle iniziative individuali, sempre che i nostri attaccanti siano ispirati e lucidamente aggressivi.
Non c’è uno schema alternativo.
I mediani centrali sono completamente tagliati fuori dalla costruzione del gioco e servono solo in fase di non possesso.
Dunque sono impiegati a metà.
Ieri nemmeno i due terzini hanno dato manforte allo sviluppo del gioco.
Il Castrovillari dei giovani, che mai aveva vinto in casa, ci ha preso subito le misure tattiche e per noi è stata notte fonda.
Due attaccanti esterni tenevano bassi i nostri due terzini, escludendoli dal gioco offensivo.
In mezzo al campo loro avevano un uomo in più (giocavano con un play basso e due mezzeali) sia quando difendevano, che quando attaccavano e in questo secondo caso per la naturale ritrosia dei nostri Gatto e De Felice a trasformarsi prontamente in marcatori del loro play basso, Cosenza, libero sia di impostare il gioco che di andare ad aiutare in difesa in fase di non possesso.
E così un semplice e lineare 4-3-2-1 del Castrovillari ha avuto la meglio sul nostro lento e macchinoso 4-2-3-1.
Così come mercoledì scorso il 3-5-2 dell’Acireale (sempre con un centrocampo a tre) ci aveva impedito di fare gioco.
Delle due l’una:
o è l’allenatore che non riesce a dare un gioco produttivo a questa squadra, che ancora una volta, ieri ha resuscitato un avversario in crisi, perdendo ben oltre ciò che dice l’1-0 finale, oppure sono i calciatori che non hanno qualità sufficiente per far squadra ed esprimersi a livelli più consoni agli obiettivi fissati dalla società.
In ogni caso, mi pare giunto il momento che questa società ci dica:
1) con quale allenatore intende proseguire la stagione;
2) con quali obiettivi intende concluderla e se dunque intende ricorrere ancora al mercato per colmare lacune di gioco evidenti.
Siamo infatti ben al di sotto degli obiettivi prefissati ad inizio stagione : a 4 punti dai play out ed a 9 dai play off.
Da 7 gare non vinciamo e ci segnaliamo per le occasioni che produciamo con il contagocce e che comunque molto spesso sbagliamo e per la capacità di subire reti a difesa schierata, sia su azione che,soprattutto, su palla inattiva, come quello di ieri che ci è costato la sconfitta.
Ma principalmente questa società dovrebbe spiegare ai propri tifosi :
3) come mai ci si è affidati in estate ad un consulente esterno (invece che ad un proprio D.S.) per comporre la rosa di prima squadra ma poi si è scelto un allenatore diverso da quelli indicati proprio dal consulente esterno e/o consigliati anche da un amico dei colori granata come Daniele Faggiano.
Come mai si cercava un centravanti ed invece è arrivata un’altra mezzapunta, Spano.
Come mai si cercava un regista ed è invece arrivata una mezzala, Olivera.
Come mai Criaco insiste nel giocare con due mediani arretrati ed invece filtrano ancora oggi voci di mercato che vorrebbero il Trapani di nuovo interessato ad un play di centrocampo.
Insomma, un po’ di confusione di idee mi pare che ci sia.
È evidente che non solo questa squadra è nata in estate come frutto più di un compromesso che di un progetto tattico univoco e condiviso ma anche che le contraddizioni sono continuate in sede di mercato autunnale.
Ed ancora bisognerebbe che la società ci spiegasse, bontà sua, come mai accanto alla squadra non siano presenti, in casa come in trasferta, una o più figure apicali della proprietà o della dirigenza, che facciano sentire la presenza, la vigilanza e la vicinanza della società alla squadra ed al tecnico.
Come mai, aldilà dell’ottimo lavoro svolto dell’ufficio stampa, questa società non senta il bisogno di intervenire a livello comunicativo con un suo autorevole rappresentate per fare chiarezza sui legittimi interrogativi dei tifosi oppure per dire qualcosa di significativo circa i destini di questa società.
Già, perché il punto è proprio questo :
o questa proprietà mette in campo congrue risorse finanziarie e si dota di capacità organizzative, atte a creare un progetto sportivo valido, strutturando la società con una chiara catena di comando, oppure bisognerà considerare l’eventualità di lasciare ad altri questo tipo di compito.
Potrebbero essere le stesse figure che hanno concorso a portare in dotazione alla società i quattro main- sponsor attuali e che in estate avevano fornito anche tutta una serie di consigli operativi, che alla stregua dei fatti pare invece non siano stati seguiti dalla società, che ha preferito fare di testa sua.
Con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.