lunedì, Marzo 4, 2024

Castelvetrano, la DIA confisca beni ad imprenditore per 300mila euro [VIDEO]

L'uomo è ritenuto "vicino" alla locale famiglia mafiosa

Beni per un valore di circa 300 mila euro sono stati confiscati dalla DIA0, in’esecuzione al Decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, nei confronti di un imprenditore di Castelvetrano attivo nel settore del gioco e delle scommesse.

Le risultanze delle indagini, avviate dopo l’operazione “Anno Zero” del 2018 – nell’ambito della quale l’uomo è stato condannato a 16 anni di reclusione – sono suffragate dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che hanno confermato l’espansione nella Sicilia occidentale di agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco on line a lui riconducibili. L’imprenditore avrebbe elargito periodicamente somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari di Matteo Messina Denaro sia per quello dell’organizzazione mafiosa.

Nel provvedimento di confisca si sottolinea che l’uomo aveva organizzato, parallelamente a quello legale, “un proprio sito di gioco illegale lucrando ingenti guadagni” con movimentazione di denaro contante e con il sistema “SKRILL” che eludeva la normativa antiriciclaggio sul tracciamento delle operazioni.
La ricostruzione eseguita, dice il giudice, evidenzia le modalità attraverso le quali l’imprenditore “pur non essendo inserito organicamente nel sodalizio mafioso – contribuiva in modo significativo al sostentamento economico dell’associazione”, entrava in affari con appartenenti all’organizzazione mafiosa castelvetranese, i quali richiedevano allo stesso “un pensiero” (somme di denaro) per familiari di mafiosi in difficoltà.

Il provvedimento di confisca ha riguardato l’intero compendio aziendale di due società di capitali e una ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) nel settore della ristorazione e nei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse, un appartamento, un appezzamento a Castelvetrano, diverse auto e moto, quattro conti correnti bancari, una polizza assicurativa, depositi e rapporti con Istituti di credito.

I beni erano già stati sottoposti a sequestro nel 2019 a seguito del provvedimento cautelare anticipato emesso dal Tribunale di Trapani su proposta congiunta del procuratore della Repubblica e del direttore della Dia. GUARDA IL VIDEO 

 

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