Castellammare, incendio in contrada “Ginisara” alle pendici di monte Inici

Intervento anche di Konsumer Sicilia: "L’ennesimo incendio logora le aspettative di quanti auspicano che a simili criticità si riesca a porre, definitivamente, un freno"

In fase di bonifica l’incendio sviluppatosi ieri, lunedì 27 giugno, in territorio di Castellammare del Golfo, in contrada Ginisara, al confine con la zona “Aversa” alle pendici di monte Inici. Per spegnere il rogo alimentato dal vento di scirocco che con le altissime temperature ha reso l’area irrespirabile, oltre alle attività da terra è stato necessario l’intervento di un elicottero per domare le fiamme dall’alto. Circa 10 gli ettari di macchia mediterranea andati in fumo a causa delle alte fiamme che hanno lambito anche alcune abitazioni.

«È in ultimazione la bonifica dell’area di monte Inici, in contrada “Ginisra”, che è stata interessata da un pesante rogo ma oltre agli ettari di macchia mediterranea purtroppo bruciati, fortunatamente non ci sono stati danni a cose e persone – affermano il sindaco Nicolò Rizzo e l’assessore alla Protezione Civile e Ambiente e Antonio Senia -. Ha funzionato bene il raccordo del Coc, centro operativo comunale e ringraziamo quanti si sono impegnati per ore per spegnere il difficile rogo: indispensabile l’intervento della Forestale e di un elicottero che ha domato le fiamme dall’alto, dei vigili del fuoco del distaccamento di Alcamo, dei Carabinieri, dell’ufficio tecnico comunale che ha utilizzato l’autobotte in disponibilità, dell’associazione di protezione civile Firescue e della Croce Rossa di Alcamo. Ancora un danno ambientale pesante ma che riusciamo a limitare grazie all’unità di crisi istituita».

«L’ennesimo incendio che ha devastato le pendici del Monte Inici a Castellammare del Golfo, logora le aspettative di quanti auspicano che a simili criticità si riesca a porre, definitivamente, un freno» afferma Giancarlo Pocorobba, presidente di Konsumer Sicilia.

«Quello degli incendi è problematica assolutamente prioritaria di questo territorio, in quanto la stessa, accanto alle evidenti ripercussioni in termini di sicurezza, alimenta la distruzione di quello che tutto il mondo ci invidia, ovvero il nostro patrimonio paesaggistico – naturalistico. In considerazione delle torride temperature previste, sollecitiamo la Regione e le Istituzioni tutte al fine di voler predisporre un immediato piano programmatico di azione capace di preservare questo meraviglioso angolo di paradiso, invitando contestualmente la cittadinanza ad estirpare, il più possibile, nelle rispettive proprietà, sterpaglie, cespugli, siepi e altro che costituirebbero delle potenziali miccie idonee in qualsiasi momento a deflagrare. Eventuali atti criminosi – che ove rinviati a giudizio, vedrebbero la nostra costituzione – meriterebbero, infine, di essere perseguiti con ancora maggiore severità».

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