Carcere Trapani, sindacati della Polizia Penitenziaria proclamano stato di agitazione

Chiesto anche incontro urgente con la Provveditrice regionale dell’Amministrazione Penitenziaria

I sindacati Sappe, Osapp, Uspp e Fns Cisl, (che rappresentano la maggioranza del personale di Polizia Penitenziaria in servizio alla Casa Circondariale di Trapani) hanno inviato – tramite i loro responsabili D’Aguanno, Ingrassia, Poma e Ficara – una nota di protesta alla Provveditrice regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Cinzia Calandrino, con la quale tornano a sottolineare svariate problematiche del carcere trapanese che non hanno, ancora, trovato soluzione.

“La costante assenza del direttore – si legge nel documento – che, nell’ultimo periodo è divenuta sempre crescente, sta determinando preoccupanti situazioni di stallo di tutte quelle attività che necessitano di una decisione dall’Autorità dirigente. Le poche volte che il direttore fa accesso in Istituto – dicono i sindacati – non risultano sufficienti né a visionare né, tantomeno, ad evadere quanto di sua competenza. Ciò si ripercuote pericolosamente sull’ordine e la sicurezza, atteso che incessanti e veementi divengono le lagnanze da parte della popolazione detenuta che attende anche mesi per ricevere l’esito di istanze riguardanti i colloqui, le telefonate e altro”.

“Questa assenza del dirigente – proseguono i rappresentanti di Sappe, Osapp, Uspp e Fns Cisl – ha comportato, nell’ultimo periodo, la mortificazione delle prerogative sindacali. Spesso si è assistito ad iniziative unilaterali, senza la possibilità di apportare un contributo costruttivo a situazioni che riguardano l’attività lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria come turni notturni di otto ore e altro, le cui conseguenze ricadono sui poliziotti. Grande è stata la confusione – affermano i sindacalisti – creata con la vicenda degli interpelli per accedere a vari posti di servizio per i quali la Provveditrice, su impulso di una sola sigla sindacale (UIL) arrivato a distanza di tantissimo tempo dall’indizione, ha stravolto tutto non concedendo nemmeno la possibilità di accedervi a coloro già immessi da più di un anno nelle cariche cosiddette fisse e che avrebbero avuto titolo di parteciparvi”.

I sindacati parlano di “balletto di interpretazioni”  avvenuto “senza mai alcuna comunicazione alle organizzazioni sindacali” che hanno assistito alla “mancata revoca di alcuni interpelli emanati con analoga modalità di quelli revocati o alla mancata indizione di altri per “coordinatore uffici servizi“ il cui incarico è terminato già da mesi. Pare addirittura – prosegue la nota di Sappe, Osapp, Uspp e Fns Cisl – che su impulso di una sola sigla sindacale, la stessa da cui nasce l’annosa questione interpelli, si stia pensando, sempre unilateralmente, di istituire la figura di vice coordinatore Ufficio Matricola, iniziativa per la quale fin d’ora abbiamo diffidato l’Amministrazione a procedere”.

I sindacati evidenziano che “a breve, nonostante le ultime assegnazioni di personale, dato l’elevato numero di dipendenti che verranno posti in quiescenza, a cui si aggiungeranno altri, momentaneamente fuori servizio poiché ammalati e a disposizione della Commissione Medica Ospedaliera di Messina (circa 30 unità), si rideterminerà una situazione operativa esplosiva e insostenibile. Infatti, tutto il personale con elevata anzianità, sia anagrafica che di servizio, sarà costretto a ricoprire più posti di servizio, come già avviene oggi, e ad espletare turni la cui fine, in alcuni casi, è indeterminata”.
“Si rivedrà – commentano i sindacati – un film già visto nel recentissimo passato che ha arrecato un grandissimo stress psicofisico al personale ed ha già messo a dura prova la sicurezza dell’Istituto, in maggior modo durante il piano ferie estivo”.

Per questi motivi Sappe, Osapp, Uspp e Fns Cisl hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto un urgente incontro, in presenza, con la Provveditrice Calandrino e, nell’attesa di decisioni, la sospensione di tutti i provvedimenti relativi agli interpelli. In caso contrario, concludono i sindacati, già da questo mese di marzo, saranno avviate “iniziative di protesta pacifiche fino ad investire l’opinione pubblica e le Autorità preposte in tema di tutela dei diritti del lavoro e delle prerogative sindacali”.

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