ASP, Centro Unico di Prenotazione e disservizi: la segnalazione di una cittadina ericina

Il CUP dell'Ospedale è aperto solo di mattina, contrariamente a quanto specificato nel sito dell'ASP e il sistema che dovrebbe gestire le prenotazioni online

Riceviamo da una cittadina ericina, Laura Montanti, una mail che ci segnala un disservizio al Centro Unico di Prenotazione dell’Ospedale Sant’Antonio di Erice. La pubblichiamo integralmente.

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Ti potrebbe capitare di avere bisogno di recarti presso uno sportello CUP (Centro Unico di Prenotazione) dell’ASP di Trapani ma non puoi farlo di mattina perché a quell’ora lavori. Allora che fai? Vaisu Internet, digiti “orari Cup” e leggi che il CUP dell’Ospedale S. Antonio è aperto dal lunedì al giovedì dalle 15 alle 18. Perfetto!

Ti accorgi pure che è possibile prenotare on-line e compili il modulo scegliendo un lunedì’ alle ore 15,00. Meraviglioso! Subito dopo ti arriva una mail con la quale l’ASP ti manda un codice di prenotazione e ti “raccomanda” di recarti al totem presso l’Ospedale per ritirare il biglietto. Stupendo!

Peccato che all’ora e nel giorno dell’appuntamento tu ci sei (15 minuti prima), affamata e stanca, ma…il CUP non c’è: porta sprangata, nessuna indicazione all’esterno. Il tizio che ti misura la febbre all’ingresso dell’Ospedale (se ti misurasse la pressione saresti nei guai peggiori) dice che lo sportello è aperto solo di mattina.

Ti potrebbe capitare di essere un po’ …arrabbiata e di avere voglia di protestare. Vai in Direzione Sanitaria e telefoni all’URP e la risposta è che il CUP è una cosa e l’Ospedale è un’altra cosa, che da un po’ di tempo il Dirigente vattalapesca dello Staff vattalapesca è andato in pensione e nessuno lo sostituisce e allora nessuno cancella dai siti dell’ASP le indicazioni sbagliate su orari e giorni dei CUP e tutto dipende dal Direttore o dal Commissario e la Direttrice Sanitaria non vuole nemmeno che si “appizzino” sull’esterno della porta fogli e pizzini per informare i poveri cristi (magari sanno pure leggere) e così via discorrendo.

Ti potrebbe capitare di avere voglia di mandare tutto e tutti a quel paese. Ma poi pensi che il Paese, il famoso Paese, siamo noi e che, forse, se racconti la cosa ai giornalisti loro almeno faranno il loro mestiere.
Speriamo…

PS: i fatti sono successivi al tuo carambolare per due giorni, in presenza, dal Cup della Cittadella a quello dell’Ospedale, nel tentativo di capire perché “alcune cose” si possono fare e pagare là ma non qui, scoprendo pure che l’impiegata allo sportello della Cittadella neppure lei sa quale orario facciano i suoi colleghi del CUP Ospedaliero.

Laura Montanti, cittadina ericina.