ANCI Sicilia: “Combattere ogni forma di disuguaglianza sociale per disinnescare l’illegalità nei territori”

"Mantenere sempre vivo il ricordo per sensibilizzare le generazioni future è un dovere di tutti noi, sia come cittadini e ancora di più come amministratori". Queste le parole di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano in occasione del trentunesimo anniversario della strage di Capaci

“Il 23 maggio è un appuntamento che ha una forte valenza simbolica nella lotta contro tutte le mafie e a difesa della legalità in ricordo del sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della sua scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani e vi furono 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.” Queste le parole di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Sicilia, in occasione del trentunesimo anniversario della strage di Capaci.

“Mantenere sempre vivo il ricordo per sensibilizzare le generazioni future – continuano Amenta e Alvano – è un dovere di tutti noi, sia come cittadini e ancora di più come amministratori. Le istituzioni locali devono essere in grado di garantire un’adeguata qualità di vita a tutti i cittadini contribuendo a contrastare le diseguaglianze sociali e intercettare, sul nascere, ogni forma di sopruso, che potrebbe trasformarsi in gravi forme di illegalità nei territori.

“Il sacrificio dei giudici Falcone e Borsellino ha certamente risvegliato molte coscienze e il compito degli amministratori locali – concludono Amenta e Alvano – è di continuare il percorso avviato da tutti coloro che hanno combattuto la mafia a tutela delle nostre comunità e nell’interesse delle generazioni future, alle quali abbiamo il dovere di consegnare una Sicilia migliore”.

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