Giornata contro la violenza sulle donne, la manifestazione in Prefettura [AUDIO]

Una sorpresa per i numerosi alunni presenti: Franca Viola, ospite d'onore che negli anni 60 rifiutò il “matrimonio riparatore”

I volti dei ragazzi, le osservazioni, l’ascolto. Questa mattina al palazzo di Governo della Prefettura, numerosi studenti hanno assistito all’incontro organizzato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’ospite d’onore che ha emozionato e impreziosito l’incontro è stata l’alcamese Franca Viola, insignita nel 2014 dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, d’iniziativa del Presidente della Repubblica Napolitano.

Ancora minorenne, con il suo coraggio e la sua determinazione, rifiutando un “matrimonio riparatore” dopo il rapimento e la violenza, ha dato il via ad un’evoluzione culturale e giuridica senza precedenti, sfidando le convenzioni sociali radicate negli anni Sessanta.

Anni dopo, si giunse all’abrogazione dell’articolo 544 del Codice penale che “cancellava” la responsabilità dell’autore della violenza nel caso in cui seguissero le nozze con la persona violata, anche contro il volere di quest’ultima. Va ricordato anche che, all’epoca, lo stupro era ancora considerato un reato contro la moralità pubblica e il buon costume. Solo nel 1996 lo stupro è diventato un reato contro la persona

Questa l’intervista con la prefetta di Trapani Filippina Cocuzza:

Il filo conduttore della giornata è stato il tema del rispetto per se stessi e per gli altri e la prefetta, rivolgendosi ai ragazzi, ha evidenziato l’importanza della cultura del rispetto e la necessità di una evoluzione culturale, soprattutto da parte delle giovani generazioni, attraverso la quale superare stereotipi e luoghi comuni nei confronti delle donne che ancora alimentano la violenza. Un fenomeno che può assumere diverse connotazioni, oltre a quella fisica più evidente, altrettanto grave è quella psicologica, meno visibile, ma che pone la donna in una posizione di soggezione, di subalternità e di totale disistima di se stessa.

Al tema del rispetto ha fatto richiamo anche la sostituta procuratrice Giulia Signaroldi che ha illustrato gli attuali strumenti giuridici introdotti dalla legge n. 69 del 2019, meglio nota come “codice rosso” che ha innovato la normativa accelerando i procedimenti per maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale. La stessa legge ha inserito anche nuovi reati, quali, ad esempio, il revenge porn, cioè la diffusione di immagini intime senza il consenso dell’interessato, reato, purtroppo, molto diffuso tra i ragazzi. La magistrata ha stigmatizzato la dirompenza della violenza psicologica che, normalmente, precede quella fisica, esortando le ragazze a non consentire alcuna forma di umiliazione e a non cedere ai ricatti psicologici.

Giovanni Leuci, dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Trapani ha evidenziato l’evoluzione dell’approccio della Polizia di Stato verso il fenomeno, illustrando gli strumenti di prevenzione per contenere la diffusione del fenomeno. In particolare, si è soffermato sul provvedimento di ammonimento, che viene emesso dal questore, che intima all’autore della violenza di non ripetere più la condotta violenta. Tale provvedimento ha dato positivi risultati nei confronti dei “maltrattanti”. Al riguardo, è stato citato il “Protocollo Zeus” che propone un percorso di recupero dei maltrattanti, spesso a loro volta anche vittime in passato di violenze, per assisterli, tramite esperti, evitando così la ripetizione di comportamenti violenti al momento in cui cessano le misure cautelari, nella convinzione che alla repressione debba sempre accompagnarsi la prevenzione.

L’assessora alla Cultura del Comune di Trapani, Rosalia D’Alì, nel suo intervento, ha evidenziato l’impegno dell’Amministrazione comunale nella rete dei Servizi sociali per aiutare le donne vittime di violenza e di una cultura che, da generazioni, le priva dell’autostima.

La marescialla dei Carabinieri Sandra Vilardi ha illustrato ai ragazzi l’attività di soccorso, anche psicologico, che l’Arma svolge, insieme alle altre Forze di Polizia, nei confronti delle vittime di violenza, descrivendo l’importanza della delicata fase dell’ascolto, che deve mirare a creare un clima di fiducia che può portare all’individuazione dei fattori di rischio, dei “campanelli d’allarme” di future violenze, e le forme di tutela oggi previste come l’accoglienza in strutture ad “indirizzo segreto”, che consentono alla donna di allontanarsi dall’ambiente nel quale è maturata la violenza evitando ripercussioni e ritorsioni.

Infine, Giuseppe Giacalone, direttore del servizio di psicologia U.O.C. dell’ASP Trapani, ha coinvolto i ragazzi in una breve esercitazione, invitandoli a scrivere in forma anonima i propri sogni. Dalle risposte formulate ha guidato un dibattito, interagendo con i ragazzi, stimolandoli a riflettere sul fenomeno della violenza contro le donne, evidenziando “che in un rapporto d’amore non vi può essere gerarchia e predominanza”. Anche il commissario straordinario dell’ASP, Vincenzo Spera, ha voluto contribuire con una pertinente riflessione sulla violenza sulle donne esercitata nell’ambito lavorativo.

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