“Ancora una volta l’opposizione sceglie di non affrontare e trattare il PEF del servizio rifiuti. Un atteggiamento che, al di là delle giustificazioni politiche avanzate, continua a produrre ritardi e rischia di generare conseguenze gravissime per l’intera comunità, non solo per la città di Trapani. Non siamo davanti a una questione meramente burocratica o a una schermaglia tra maggioranza e opposizione. Il PEF riguarda servizi essenziali, pulizia della città, gestione dei rifiuti e, soprattutto, il futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. Ogni ulteriore ritardo restringe i margini di intervento e può compromettere la qualità dei servizi: meno servizi, una città sempre più sporca e una comunità che paga il prezzo di una paralisi politica”. A dirlo sono i Consiglieri comunali del gruppo consiliare PD e Uniti per Trapani Marzia Patti, Monica Desideri e Vincenzo Guaiana, che contestano aspramente l’atteggiamento dell’opposizione consiliare (oggi maggioranza in Aula), dopo l’ultima seduta di lavoro dell’assemblea civica.
“Da tempo, la città subisce una costante minaccia politica, ripetuta quasi come un ritornello: «Senza di noi non si approva nulla qui!». Questa non è politica. È la pretesa di esercitare un potere di interdizione sulla città, confondendo il legittimo ruolo dell’opposizione con il diritto brutale di tenere in ostaggio un’intera comunità. È una miopia politica preoccupante: si preferisce alimentare lo scontro, bloccare il confronto e rinviare le decisioni, senza assumersi la responsabilità delle conseguenze. La città non può diventare ostaggio dei calcoli e delle rivendicazioni politiche personali di qualcuno, che sembra piuttosto voler ridurre Trapani in una discarica per poi puntare il dito contro l’amministrazione, a discapito del diritto dei cittadini a strade pulite, servizi efficienti e certezze e del diritto dei lavoratori a non vivere nell’incertezza. Le istituzioni hanno il dovere di trovare soluzioni, non di alimentare problemi”.
Clima teso dunque, in previsione della prossima mozione di sfiducia al sindaco Tranchida recentemente depositata, che sarà discussa probabilmente entro la metà del mese di dicembre. Infine, la chiosa politica. “La politica dovrebbe misurarsi sulla capacità di affrontare le difficoltà e assumersi responsabilità, non sulla capacità di bloccare tutto per dimostrare chi ha più potere. Per questo, come gruppo PD Uniti per Trapani, continueremo a chiedere di trattare il PEF in aula, a pretendere rispetto per la comunità trapanese e a denunciare simili abusi. Le sorti di Trapani non appartengono a chi minaccia di bloccarla per prese di posizione o ripicche politiche. Appartengono ai trapanesi. E a loro dobbiamo rispondere”.













