Una vita dedicata a costruire ponti tra Italia e Germania, attraverso la lingua, la musica, l’arte e la cultura. È questo il percorso di Marion Weerning, fondatrice dell’Istituto di Cultura Italo-Tedesco, che riceverà l’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania, una delle più prestigiose onorificenze tedesche. Il riconoscimento sarà consegnato il prossimo 9 novembre dall’ambasciatore Thomas Bagger, durante una cerimonia istituzionale al Municipio di Trapani.
Per celebrare l’importante traguardo, l’Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Trapani, in collaborazione con il Goethe-Institut Italien e Mema, ha organizzato una serie di appuntamenti che dall’8 all’11 novembre uniranno musica, parole, danza e immagini, nel segno del dialogo tra la cultura tedesca e quella mediterranea.
Originaria di Nordhorn, in Germania, Marion Weerning ha scelto l’Italia fin da giovanissima. Dopo aver studiato francese e italiano a Saarbrücken, a 24 anni si è trasferita a Palermo, dove ha iniziato a lavorare come lettrice universitaria e docente e formatrice del Goethe-Institut. Da lì ha sviluppato una lunga carriera accademica come ricercatrice e autrice di libri scolastici, manuali di grammatica e fonetica tedesca e pubblicazioni scientifiche.
Il suo impegno culturale ha trovato una dimensione particolarmente significativa a Trapani, dove, insieme al marito Mariano Mondello, docente di tedesco e coautore di testi di grammatica, scomparso nel 2021, ha fondato l’Istituto di Cultura Italo-Tedesco. Attraverso questa realtà, inserita in una rete nazionale di cooperazione culturale, ha promosso per circa quarant’anni conferenze, concerti, mostre, proiezioni cinematografiche e incontri letterari, creando occasioni di confronto tra artisti, studiosi e Istituzioni dei due Paesi.
L’onorificenza conferita dalla Repubblica Federale di Germania rappresenta un riconoscimento particolarmente significativo anche per la sua rarità. Tra il 2021 e il 2025 soltanto 22 cittadini, in Italia, hanno ricevuto questa distinzione. Nello stesso periodo, nell’Italia centro-meridionale e insulare, il riconoscimento è stato attribuito a Vincenzo Militello, console onorario tedesco a Palermo, e a Leoluca Orlando, ex sindaco del capoluogo siciliano ed europarlamentare.
Le celebrazioni prenderanno il via domenica 8 novembre, alle 18.30, nella chiesa di Sant’Alberto, in via Garibaldi a Trapani, con il concerto “Jarath. Dalla Germania al Mediterraneo”. Protagonisti Luigi Amico al violino, Graziano Mossuto al pianoforte e Nino Errera alle percussioni, che proporranno una rilettura in chiave mediterranea di canzoni popolari tedesche.
Lunedì 9 novembre, alle 17.45, sempre nella chiesa di Sant’Alberto, si terrà “Grazie, danke”, l’appuntamento culturale dedicato al conferimento dell’onorificenza. Sarà un incontro tra parole, danza e immagini, durante il quale Marion Weerning rifletterà sul significato di due espressioni di gratitudine, una italiana e una tedesca. La danzatrice Silvia Giuffrè interpreterà il “Canto del Ringraziamento” di Ludwig van Beethoven. L’ingresso sarà gratuito, ma sarà necessaria la prenotazione tramite WhatsApp al numero 3494764193.
Il programma proseguirà mercoledì 11 novembre, alle 19, all’Auditorium “Pagoto” di Erice Casa Santa, con il concerto del German Italian Swing Quartet. Sul palco si esibiranno Nicola Giammarinaro al clarinetto, Roberto Gervasi alla fisarmonica, Jörg Seidel alla chitarra e Rudi Engel al basso, per un incontro musicale tra artisti italiani e tedeschi accomunati dal linguaggio dello swing.
Musica tedesca che incontra il Mediterraneo, artisti italiani e tedeschi sullo stesso palco, parole che attraversano le lingue e la danza che dà corpo al ringraziamento: gli appuntamenti diventano così il ritratto più naturale del lavoro svolto da Marion Weerning nel nostro territorio. Un percorso che non ha mai significato scegliere tra Germania e Italia, ma far convivere entrambe. Weerning continua, infatti, a mantenere un legame profondo con la sua terra d’origine, così come i suoi due figli, cresciuti bilingui. Alla Sicilia, però, appartiene ormai una parte molto profonda della sua storia.
«Mi sono sempre sentita a casa in entrambi i luoghi», racconta, descrivendo la propria esperienza come quella di chi ha saputo mettere nuove radici senza recidere quelle vecchie. Ed è forse proprio questa la sintesi più autentica del riconoscimento che le viene tributato: l’omaggio a una donna che per decenni ha trasformato l’appartenenza a due mondi in un’occasione per farli incontrare.












