Lo sfratto dello Stadio Provinciale non può essere deciso dal giudice civile. Il Tribunale di Trapani ha infatti dichiarato il proprio difetto di giurisdizione nella causa promossa dal Libero Consorzio Comunale di Trapani contro il Football Club Trapani 1905, indicando nel TAR Sicilia, sede di Palermo, il giudice competente.
Un passaggio giudiziario importante nella lunga partita sul futuro dell’impianto sportivo, sede di mille battaglie sportive del Trapani. Il Libero Consorzio aveva chiesto la convalida dello sfratto per finita locazione e il rilascio dello stadio. Il club granata aveva però contestato la scelta del rito civile, sostenendo che il rapporto non fosse una semplice locazione privata, ma una concessione amministrativa di un bene pubblico.
Il Tribunale ha accolto questa impostazione. Secondo il giudice, infatti, lo stadio è un bene destinato a finalità di interesse pubblico e il rapporto deve essere valutato per la sua natura sostanziale, indipendentemente dal nome attribuito all’accordo. La sentenza richiama anche gli atti dell’Ente, nei quali si parla espressamente di “affidamento in concessione” e di società “concessionaria”. La conseguenza è netta: il procedimento civile di sfratto non è lo strumento corretto per ottenere il rilascio dell’impianto.
La causa, dunque, non viene decisa nel merito. Il Tribunale non stabilisce se il Trapani Calcio abbia o meno diritto a continuare a utilizzare lo stadio, ma afferma che a pronunciarsi sulla controversia dovrà essere il giudice amministrativo. C’è anche un effetto economico immediato: il Libero Consorzio è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio in favore del Football Club Trapani 1905, quantificate in 1.948 euro, oltre spese generali, IVA e CPA. Per il club granata si tratta quindi di un primo risultato favorevole sul piano processuale, ma la vicenda resta aperta. La partita sul Provinciale si sposta adesso dal Tribunale civile al TAR.
Per il presidente Valerio Antonini, raggiunto in esclusiva dalla nostra redazione, è “l’inizio di una serie di pesanti vittorie giudiziarie che metterà fine al complotto subito nell’ultimo anno e ristabilirà l’ordine delle cose“.
Fc Trapani 1905, con una nota ufficiale, ha espresso soddisfazione per la sentenza. “Il Trapani Calcio non si arrende e resta al suo posto! Un ringraziamento particolare all’Avv. Roberto Schifani, che con professionalità, competenza e determinazione ha condotto la difesa della società, contribuendo in maniera decisiva al raggiungimento di questo importante risultato. Non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso. Il Trapani Calcio continuerà a lottare perché la verità venga riconosciuta e la giustizia faccia il suo corso”.
Anche il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci, che abbiamo raggiunto telefonicamente ha commentato la sentenza. “Abbiamo un immobile pubblico, che è di tutta la comunità. Oggi in questo immobile c’è un inquilino che non ha titolo a starci, perché c’era una concessione, scaduta a febbraio, quindi è come se fosse senza contratto. È un inquilino moroso, perché non paga i canoni, sicuramente non paga i canoni da quando la concessione è scaduta, quindi è lì senza titolo. Gli abbiamo chiesto di restituirci le chiavi e non ce le restituisce. Cosa si fa quando hai un inquilino che non ha titolo per stare nel tuo immobile ed è moroso? Si fa la procedura di sfratto. Il giudice ordinario ha stabilito che il giudice naturale per questa procedura, essendo una concessione e non una locazione, fosse il Tribunale amministrativo, per cui adesso noi, già martedì, ripresentiamo la procedura al Tar Sicilia, che è il naturale giudice amministrativo. Questo è quello che sta per succedere. L’unica cosa che mi sento di dire è che trovo ingiusto che noi, che siamo i proprietari, non possiamo tornare in possesso del nostro immobile perché c’è qualcuno che non ha titolo a stare lì, che non paga i canoni, che non ci vuole restituire le chiavi, sottraendolo alla fruizione di tutta la comunità di questa provincia che lo potrebbe utilizzare”.














