La Procura di Palermo ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex senatore alcamese Nino Papania, accusato di scambio elettorale politico-mafioso. L’inchiesta, denominata “Eirene”, ha portato all’arresto di Papania nel settembre 2024, insieme ad altre nove persone, tra cui l’ex vice sindaco di Alcamo Pasquale Perricone.
Secondo le indagini, Papania avrebbe versato denaro ad esponenti di Cosa Nostra per ottenere voti a favore di un candidato alle elezioni regionali del 2022. Le intercettazioni hanno rivelato conversazioni in cui Papania, attraverso Perricone, avrebbe chiesto ad un altro degli indagati, l’alcamese Giosuè Di Gregorio, ritenuto vicino alla mafia, di procurare i voti. In cambio, sarebbe stata promessa una somma di denaro.
Nonostante l’accordo, il candidato sostenuto da Papania non è riuscito a ottenere un seggio all’Assemblea Regionale Siciliana, raccogliendo 3.361 preferenze. Successivamente, l’ex senatore avrebbe espresso disappunto per l’esito, criticando l’operato di Di Gregorio e lamentando lo spreco di denaro.
Oltre all’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, l’inchiesta ha portato alla luce presunti episodi di estorsione e traffico di droga ad Alcamo e Calatafimi Segesta.
Papania si trova attualmente in custodia cautelare in carcere dopo la conferma da parte della Corte di Cassazione nel gennaio scorso. La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta un ulteriore passo nell’iter giudiziario che vede coinvolto l’ex senatore. La decisione spetta ora al giudice per l’udienza preliminare che dovrà stabilire se procedere con il processo.















