Mentre Marsala si prepara alla festa del gusto con il “Busiata Day” di oggi organizzato da Coldiretti Trapani, l’associazione “I Guardiani del Territorio” lancia un duro j’accuse contro la mancanza di attenzione verso la drammatica situazione della viticoltura trapanese.
Stasera, il mercato di Campagna Amica ospiterà una serata a base di busiate, vino, cannoli e musica dal vivo. Un evento pensato per celebrare i prodotti tipici locali e promuovere il territorio, ma che, secondo i Guardiani, rischia di diventare la maschera folkloristica di una crisi ignorata.
Nel comunicato diffuso ieri sera il direttivo dell’associazione denuncia il totale silenzio di Coldiretti sulle difficoltà reali del comparto agricolo, in particolare quello vitivinicolo, colpito prima dalla devastante peronospora nel 2023 e poi da una siccità altrettanto dannosa nel 2024. Anni consecutivi di emergenze climatiche hanno messo in ginocchio molte aziende agricole, che oggi si trovano a fronteggiare bilanci in rosso e un rischio concreto di chiusura per numerose cantine sociali.
“Coldiretti brinda e cucina, ma tace davanti al dramma della viticoltura trapanese”, si legge nel documento in cui si sottolinea l’assenza di un piano di sostegno, di richieste di deroghe burocratiche, di pressioni per interventi sulla rete irrigua o per investimenti strutturali. Secondo i Guardiani, a mancare è una vera visione di rilancio, sostituita da eventi pubblici che celebrano i prodotti senza affrontare i problemi sistemici della loro produzione.
L’immagine che emerge è quella di una frattura crescente tra chi lavora la terra e chi dovrebbe rappresentarne le istanze. “Un bel piatto di busiate non basta”, scrivono, ricordando che mentre i festeggiamenti si susseguono, le vigne si seccano e la speranza si affievolisce.
Il comunicato si chiude con un appello chiaro: non servono più passerelle mediatiche, ma scelte coraggiose e concrete. E finché la Coldiretti, si conclude, continuerà a brindare “all’ombra del silenzio”, loro continueranno a denunciare un modello di rappresentanza agricola che, a loro dire, festeggia mentre il territorio muore.
















