“Il carcere di Trapani, in genere, viene definito non sovraffollato, e forse i numeri ci dicono che complessivamente è così, ma io, visitando insieme alla presidente della Camera penale di Marsala, l’avvocata Francesca Frusteri, il reparto Mediterraneo, quello di media sicurezza, dove ci sono più di duecento detenuti, ho trovato, cosa che non mi accadeva da tempo, una parte di carcere completamente chiusa e sovraffollata. Se andate, vi rendete conto che stanno veramente stretti”.
Lo ha detto la presidente dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”, Rita Bernardini, a margine della conferenza tenuta a Marsala dopo aver visitato, ieri mattina, la Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.
“In genere – ha continuato Bernardini – nel carcere trapanese ci sono camere piccole con due letti a castello di due posti ciascuno, ma la cosa più grave è che stanno chiusi 20 ore al giorno. I detenuti hanno diritto solo a due ore d’aria la mattina e due al pomeriggio. Cosa che difficilmente si riscontra in altri Istituti di pena. Le celle sono fatiscenti, le porte dei gabinetti con le docce sono arrugginite ed è facile ferirsi. Inoltre non c’è aereazione, perché nel bagno non c’è finestra, e sono in quattro a doverlo utilizzare”.
“Un problema, invece, che è stato risolto rispetto all’anno scorso – ha proseguito Bernardini – è quello dell’acqua, che è arrivata ancora prima dell’arrivo della nuova direttrice, ma ci hanno detto che l’acqua è di colore marrone. L’acqua calda per la doccia c’è ad orari. Gli spazi per i passeggi durante l’ora d’aria sono luoghi infuocati, dove non c’è nemmeno una pensilina, c’è solo il biliardino. È sospesa la possibilità di andare al campo sportivo. Con il caldo che fa in questo periodo, una vita, insomma, davvero indecente. E poi con tutti i problemi che possono avere le persone. Ne abbiamo incontrate tantissime con problemi di tenuta psicologica, in alcuni casi anche psichiatrica, ma lo psichiatra viene due volte al mese, tossicodipendenti che non vedono il Sert nemmeno con il binocolo”.
Dall’inizio dell’anno, in Italia, i suicidi di detenuti sono 57 e sei quelli di agenti della Polizia Penitenziaria, uno dei quali avvenuto qualche settimana fa a Favignana. Noi, che veniamo dalla scuola pannelliana, da una vita lottiamo per ridurre il sovraffollamento nelle carceri, ma da quando si è insediato questo governo il numero dei detenuti, in Italia, è aumentato di 5 mila unità. È un sovraffollamento superiore al 130 per cento, con picchi, come San Vittore e altre carceri, del 200 per cento. Con personale di Polizia Penitenziaria, come pure qui a Trapani, numericamente scarsissimo”.
Una situazione, quella della carenza nell’organico della Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere trapanese, da tempo e in più riprese denunciata dai sindacati di categoria e che si ripercuote negativamente sia sul personale in servizio sia sulla qualità di vita delle persone detenute i cui margini di attività consentite all’interno della struttura, come testimoniato da Bernardini, si riducono perché non possono essere eseguite garantendo la sorveglianza e la sicurezza necessarie.
















