Non c’è soltanto la voragine apertasi circa un mese e mezzo nel marciapiede a preoccupare il Comune di Trapani.
Le indagini effettuate con il georadar lungo il viale delle Sirene hanno, infatti, individuato altre quattro cavità nel sottosuolo, facendo emergere un quadro più complesso di quanto inizialmente ipotizzato.
A renderlo noto è stato il sindaco Giacomo Tranchida che ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata per verificare gli esiti degli approfondimenti tecnici svolti nelle ultime settimane. Le analisi hanno riguardato l’intera passeggiata fino alla chiesa di San Liberale, con l’obiettivo di individuare eventuali ulteriori criticità e programmare gli interventi necessari.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, le maggiori preoccupazioni riguardano il tratto immediatamente a destra e a sinistra della buca già esistente, formatasi a causa dell’azione erosiva del mare. Proprio in questa zona il georadar ha segnalato la presenza di altri quattro possibili vuoti sotterranei che potrebbero compromettere la stabilità della passeggiata.
Per questo motivo l’amministrazione comunale ha deciso di ampliare la delimitazione dell’area interessata, adottando misure precauzionali per garantire la sicurezza dei cittadini. La priorità, ha spiegato il sindaco, è evitare qualsiasi rischio per chi frequenta uno dei tratti più suggestivi del lungomare cittadino.
I risultati delle indagini confermano come il fenomeno dell’erosione marina continui a rappresentare una criticità che richiede interventi strutturali più ampi rispetto alla semplice chiusura della voragine già visibile. I tempi dei lavori sono collegati alla realizzazione della soffolta prevista a protezione della costa, un’opera che viene considerata essenziale per contrastare l’azione erosiva del mare.
L’amministrazione comunale ha reso noto di aver deciso di rinviare l’apertura del cantiere alla stagione autunnale. La scelta è legata alla volontà di limitare gli effetti sull’economia turistica e sulle attività che durante l’estate gravitano attorno al lungomare.
Nel frattempo proseguiranno il monitoraggio dell’area e le attività di messa in sicurezza necessarie per consentire la fruizione delle zone non interessate dalle criticità. L’obiettivo è intervenire in maniera definitiva sulle cause del problema, evitando che nuovi cedimenti possano verificarsi in futuro.















