La Sicilia si conferma tra le regioni italiane con la minore dotazione di Verde urbano e, in alcune città, la situazione assume contorni particolarmente critici.
Secondo i dati del report Istat “Ambiente Urbano” 2025 – si legge in una nota diffusa alla stampa dall’eurodeputato Giuseppe Antoci – nell’Isola la disponibilità media di aree verdi è di appena 20 metri quadrati per abitante, a fronte dei 64 registrati nel Nord-Est del Paese.
Un divario che diventa ancora più allarmante in realtà come Trapani, Messina e Siracusa, dove il Verde urbano non raggiunge nemmeno il minimo di legge fissato a 9 metri quadrati per residente.
Numeri che evidenziano un deficit strutturale con ricadute dirette sulla qualità della vita dei cittadini. Il Verde urbano svolge, infatti, un ruolo fondamentale nel miglioramento della qualità dell’aria, nella mitigazione delle isole di calore, nella tutela della biodiversità e nel benessere psicofisico della popolazione, aspetti ancora più rilevanti in una regione come la Sicilia, particolarmente esposta agli effetti del cambiamento climatico.
Alla luce di questo scenario, Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere quali misure intenda adottare a sostegno delle città con un grave deficit di verde urbano. L’esponente del Movimento 5 Stelle sollecita anche un rafforzamento del monitoraggio sull’utilizzo dei fondi europei, compresi quelli del Pnrr, affinché vengano effettivamente destinati ad interventi efficaci di rigenerazione e infrastrutturazione verde.
L’iniziativa richiama direttamente gli obiettivi ambientali fissati dall’Unione Europea, dal Regolamento sul ripristino della natura, la Strategia Ue sulla biodiversità al 2030, fino al Green Deal europeo che individuano nell’incremento del Verde urbano uno strumento chiave per la sostenibilità e la resilienza delle città.
«Non possiamo lasciare che le città siciliane restino senza protezione e senza servizi ecosistemici fondamentali», afferma Antoci, sottolineando come le aree verdi non siano un lusso ma un diritto dei cittadini. «In un momento storico segnato dall’urgenza climatica – conclude – le infrastrutture verdi sono alleate imprescindibili per una rigenerazione urbana capace di rendere le città più sane, vivibili e sostenibili».
A Trapani l’amministrazione comunale – come sottolinea il dirigente Orazio Amenta – sta provando a correre ai ripari con alcuni progetti: il Trapani Green (lavori di piantumazione di 2.300 alberi già appaltati, inizio attività entro gennaio, conclusione entro maggio), il parco nel quartiere Cappuccinelli (lavori già in corso), il boschetto di via Salemi (che sarà ampliato) e il parco urbano a Punta Tipa (progetto esecutivo in fase di approvazione).
















