“Dal Treno della Memoria, una volta saliti non si scende più…”: questa è una delle frasi che si sente ripetere tra i cinquanta ragazzi e ragazze delle scuole superiori di Trapani – IPSEOA “I. & V. Florio”, ISS “Da Vinci/Torre”, ISS “Sciascia e Bufalino”, ISS “Calvino/Amico” – che la scorsa settimana sono rientrati dal viaggio del progetto culturale “Treno della Memoria”.
Un’esperienza che li portati ad osservare con i loro occhi i luoghi della memoria di Berlino e Cracovia e i campi di concentramento e sterminio di Ravensbruck e Auschwitz-Birkenau.
Quella appena conclusa è quinta edizione del progetto che vede la partecipazione di un gruppo di studenti e studentesse dalla provincia di Trapani, una partecipazione che attraversa l’Italia da sud a nord: infatti il gruppo si è unito a Berlino con quelli in partenza da Trentino-Alto Adige e Veneto, formando così la “comunità viaggiante” del Treno della Memoria.
Il “Treno” della consapevolezza: perchè la risposta degli Istituti e degli studenti è stata straordinaria, anche a fronte di contributi pubblici che negli anni sono divenuti più esigui. Sempre presenti, invece, il Comune di Erice e il Comune di Paceco che hanno messo in bilancio il progetto finanziando borse di studio per la partecipazione degli studenti , con la presenza a Cracovia dell’assessora comunale di Erice Carmela Daidone, ormai “alfiera della Memoria”.
Quest’anno si è aggiunto il Comune di Misiliscemi e anche tanti privati – Sabrina Giudici, Enzo Scontrino, Luigi Mazzamuto, Maria Pia Zichichi, l’associazione “Simona Genco” – che hanno voluto dare il loro contributo perché questa esperienza fosse possibile.
I ragazzi e le ragazze in partenza hanno volato da Palermo a Bergamo, visitato il memoriale del Binario 21 a Milano prima di affrontare il lungo viaggio in pullman, Milano-Berlino-Cracovia e ritorno, con la voglia di sapere, di vedere e toccare con mano le ferite inferte all’Europa nel Novecento – dal Memoriale a Sinti e Rom a Ravensbruck, dalla Fabbrica “Schindlera” ad Auschwitz – il male dell’uomo sull’uomo.
Il “Treno” della consapevolezza, perché varcare la “porta infernale” di Birkenau e fare i conti con i capelli, la scarpe, gli oggetti d’uso quotidiano tolti ai prigionieri prima che venissero tolti loro anche il nome e la vita non lascia dubbi che questo è stato e può ripetersi. Perché a 400 chilometri da quei luoghi si spara in Ucraina e noi non possiamo non scegliere da che parte stare.
“Della consapevolezza che dal Treno non si scende e, anzi, si intraprendono percorsi formativi importanti: Giulio, Dario, Erika, Claudia, Claudio e Gaetano sono stati i nuovi educatori del “Treno della Memoria” trapanese, ma hanno accompagnato anche Studenti di altre zone d’Italia con senso di responsabilità e competenza. La consapevolezza che la rete con le Scuole è fondamentale, in un rapporto di cooperazione: Vita D’Amico (“Da Vinci/Torre”), Pina Mandina (“Florio”), Cettina Mistretta (“Sciascia/Bufalino”), Margherita Ciotta (“Amico/Calvino”), sono le dirigenti Scolastiche che hanno investito su questo progetto, facendoci “entrare” a scuola ed affidandoci i loro ragazzi, prestandoci i loro spazi, sostenendoci sempre”, sottolinea Valentina Colli, referente locale e volontaria dell’associazione “Terra del Fuoco Trentino”.
Il “Treno della Memoria” è un viaggio zaino in spalla nella pagina più oscura della Storia europea, un pellegrinaggio laico, un percorso di cittadinanza attiva. È una comunità che azzera le diversità sociali e valorizza le differenze culturali, declina il “voi” in “noi”.
“Il Treno della Memoria è un progetto che non si arresta e non finisce: per raccontarvelo con la nostra voce vi aspettiamo al cine-teatro Ariston (anche lui nostro supporter!) di Trapani il 14 aprile con il racconto dei ragazzi e delle ragazze del Treno della Memoria 2025″, annuncia Luca Vigliocco, responsabile del “Treno della Memoria”/ Terra del Fuoco Trentino”.















