Trapani, viale delle Sirene: passo indietro di Tranchida

A Elda Pucci potrebbe essere dedicata la parte alberata oggi priva di denominazione che porta alla chiesa di San Liberale

Passo indietro: il primo cittadino Giacomo Tranchida, dopo aver incontrato i residenti di viale delle Sirene, ha deciso di cambiare la sua decisione sulla intitolazione dello stesso viale alla professoressa Elda Pucci.

Ieri, infatti, il sindaco ha conversato con i cittadini e, insieme, hanno trovato una possibile soluzione. Quasi un compromesso: viale delle Sirene dovrebbe rimanere viale delle Sirene mentre la parte pedonale ed alberata che porta alla chiesa di San Liberale, ad oggi privo di denominazione, dedicato alla politica trapanese Elda Pucci.

In settimana potrebbe arrivare l’atto amministrativo. «Non vogliamo togliere nulla agli affetti, ai sentimenti ed ancor meno ai legami di vita delle persone di viale delle Sirene – dichiara il primo cittadino Giacomo Tranchida -, ma vorremmo raccontare anche una storia vera, quella di una trapanese che ha dato lustro a questa terra mentre altri la sporcavano».

Negli scorsi giorni numerose erano state le proteste dei cittadini e della opposizione consiliare. Tra questi anche Totò La Pica ex consigliere comunale, per 15 anni tra gli scranni di Palazzo Cavarretta e profondo conoscitore del viale delle Sirene essendoci nato e cresciuto.

«Il problema non è destinare una via a Elda Pucci, trapanese illustre e politica siciliana di livello. Il problema nasce quando la comunità di viale delle Sirene non viene minimamente interpellata e la decisione calata dall’alto da parte dell’Amministrazione. Sono i modi sbagliati: è giusto che la gente venga informata prima della decisione – diceva l’ex consigliere -. Capisco che l’Amministrazione ha il potere di poter cambiare il nome di una via, ma agire di imperio solo per una richiesta effettuata da un’assessora».

Negli ultimi giorni le discussioni sono state forti, anche in Consiglio comunale dove nell’ultima seduta il tema è stato dibattuto durante l’attività ispettiva. Sulla questione era filtrato malcontento da parte dei consiglieri vicini al mondo della marineria trapanese, su tutti Giuseppe Guaiana (presidente del Consiglio). Vincenzo Guaiana, invece, aveva esposto la sua contrarietà in Consiglio, unico della maggioranza a farlo pubblicamente.