Trapani a secco: tra pantomima e tragedia: il teatrino della politica e il disagio dei cittadini [AUDIO]

Ne abbiamo parlato col consigliere comunale di Fratelli d'Italia Maurizio Miceli

Questa mattina il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli, a nome di tutti i componenti dell’opposizione nel Consiglio comunale di Trapani, ha diffuso un comunicato stampa che ha ispirato questa intervista. Nell’articolo la trascrizione. Se invece vuoi ascoltare il podcast schiaccia PLAY

 

“Il 2 luglio – scrive Miceli – si è consumata l’ennesima pantomima di questa maggioranza inerme. La prosecuzione del Consiglio Comunale correlata alla seduta di ieri sul tema idrico non ha potuto avere inizio per mancanza del numero legale.
I consiglieri di opposizione presenti insieme a soli due consiglieri di maggioranza, Salvatore Daidone e Francesco Briale, in assenza degli altri 13 e con la “fuga” del vice presidente Andrea Genco, non hanno raggiunto il numero legale utile per l’apertura dei lavori.
Tutto ciò denota una mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza che,,anche oggi, subisce disservizi idrici a causa di chi, oltre a latitare in Aula, non risolve le problematiche cittadine.
Rimaniamo basiti dallo scarso senso delle istituzioni di sindaco, giunta e consiglieri, specialmente di quelli più giovani Emanuele Barbara, il fuggiasco Andrea Genco e Angela Grignano.

Trapani è in cammino – prosegue il consigliere di Fratelli d’Italia – verso l’uscita che risulta più comoda del confronto utile alla analisi e alla risoluzione delle criticità in cui si versa.
La crisi non è solo idrica ma politica interna alla maggioranza: l’unico dato positivo di questa giornata è il riscontro di due teste pensanti all’interno della maggioranza tranchidiana, Daidone e Briale, a cui va il nostro rispetto.”

Questa la trascrizione del dialogo con Maurizio Miceli.
– Non comincia bene il mese di luglio, almeno dal punto di vista politico, per l’amministrazione comunale di Trapani. Oggi una nota da parte dei consiglieri d’opposizione che puntualmente si sono presentati alla convocazione del Consiglio comunale andato a vuoto. Che avete fatto? Vi siete presi un caffè? Non si è fatto questo Consiglio? Io sono al telefono proprio con Maurizio Miceli, in rappresentanza di tutti i consiglieri d’opposizione. Buongiorno consigliere. Che è successo ieri? Ce lo spiega?

Assolutamente sì. Ieri era convocato il Consiglio comunale per proseguire il dibattito cominciato lunedi sulla crisi idrica e sulle questioni impellenti che interessano ai trapanesi, per capire a che punto siamo e come risolverle, e l’intera maggioranza ha disertato i lavori , facendo sì che la seduta, tanto di ieri quanto quella già programmata per domani, 4 luglio, saltassero. Solo due consiglieri, Salvatore Daidone e Francesco Briale, hanno avuto la schiena dritta e non sono stati, diciamo, eterodiretti da Tranchida e Co. La scena più triste e più atroce è stata quella del vicepresidente del Consiglio comunale, Genco, che è arrivato, si è seduto sullo scranno della Presidenza, è stato chiamato ad uscire e si è allontanato proprio per far mancare il numero legale necessario a dar seguito alla seduta. Una cosa veramente vergognosa, una cosa in spregio a qualsiasi criterio di buon senso. E anche ai criteri democratici di rappresentanza: chi ne paga le conseguenze non siamo noi consiglieri, sono i cittadini e le loro necessità. Per capire se avranno l’acqua un giorno no e l’altro pure, quanto durerà questa crisi, quali sono le iniziative per risolverle nel breve, medio e lungo periodo. Purtroppo l’amministrazione tende a evitare, raccontando tutta una serie di cialtronate che non stanno né in cielo né in terra, altro che le “poesie” dell’opposizione, come dice il sindaco.
L’opposizione parla in maniera chiara di quelle che sono le difficoltà e cerca anche di fornire gli spunti. Non si è fatto nulla in sei anni, quindi ora devono mettere le pezze o devono cercare di eludere le domande. Questa è la verità. È un atto di vigliaccheria!

– Il consigliere d’opposizione Maurizio Miceli usa in tono politico queste parole di grande effetto, ma vogliamo un po’ spiegare alla signora Peppina, che magari è lì che aspetta l’autobotte o aspetta che dal rubinetto esca l’acqua, il compito di un consigliere comunale, il compito di un amministratore della nostra città, proprio in questi confronti e adunanze pubbliche,ovvero i Consigli comunali, quali devono essere?

Il compito del consigliere comunale è quello di controllare l’azione amministrativa e quindi ha una funzione generale di controllo di tutte quelle che sono le attività poste in essere dall’amministrazione o dagli uffici e poi una funzione di impulso che è quella di chiedere all’amministrazione di attivarsi in un certo modo piuttosto che in un altro, anche fornendo degli spunti concreti, come abbiamo tentato di fare noi. Faccio un esempio, direttore Conforti, basti pensare a quante strutture ricettive pagano autobotti ogni 2-3 giorni per cercare di sostenere l’appannaggio di acqua che i turisti giustamente pretendono.
Cosa abbiamo detto al sindaco? Leva la tassa di soggiorno, sconta il costo delle autobotti in modo tale che almeno, dato che non riesce a erogare il servizio idrico, almeno non glielo fai gravare, sia sul turista incavolato perché non gli arriva l’acqua o perché deve fare degli sforzi che in un periodo vacanziero magari eviterebbe di fare, sia sulla struttura ricettiva che, altrimenti, rischia di rimanere sotto come budget e di andare in fallimento. Questo è quello che noi chiediamo, per esempio, al sindaco, ce ne siamo fatti carico proprio noi.

– E magari ieri avreste voluto qualche risposta in quel senso?

Noi ieri avevamo presentato l’ordine del giorno per impegnare tutto il Consiglio comunale a imporre all’amministrazione una scelta di questo tipo. Ma il sindaco ha disertato, la maggioranza su ordine del sindaco ha disertato. E la situazione che più ci dispiace non è soltanto quella dei consiglieri, quelli un po’ avveduti di mestiere che seguono le indicazioni della maggioranza, ma vedere proprio i più giovani, l’assessore Barbara, la consigliera Grignano, il consigliere Genco, che dovrebbero avere un po’ più le mani libere, essere un po’ più seri, anche nel ruolo istituzionale di vicepresidente del Consiglio, nel caso di Genco: aver disertato totalmente la partita, cioè aver mortificato l’Istituzione.
Il senso delle Istituzioni è una delle cose più importanti a cui si deve informare l’intera assise comunale, perché se noi pretendiamo che i cittadini rispettino le regole, dobbiamo dare l’esempio. Invece qua, purtroppo, si danno troppi cattivi esempi e si fanno pure le lezioni di morale, cose che non accettiamo. Mi creda, noi chiediamo, nella nota stampa che lei richiamava, noi chiediamo proprio le dimissioni del sindaco, della giunta, sono indegni di ricoprire il ruolo che hanno.
D’altronde, in termini di amministrazione, queste problematiche, la crisi fisica, si prevede sempre in una prospettiva purtroppo pluriennale, perché la Sicilia è esposta dalla desertificazione, ma tutta l’attività di contenimento dei danni o di strutturazione di fonti alternative la puoi fare, in tre anni la poteva fare, invece quello che ha fatto? Ha chiuso i pozzi di Inici, Bresciana non l’ha messa in sicurezza, sulle condotte stendiamo un velo pietoso, ma lì è un discorso generale, l’attività non è partita, non abbiamo un serbatoio di risulta, non si è pensato già da prima ad attivarsi. Per esempio il depuratore, il depuratore di Trapani, informo i cittadini, se non so se lo ricordano, che è sotto sequestro penale da due anni, ma di che cosa stiamo parlando?
Il sindaco in tutto ciò non sta facendo nulla, qua ne va dei servizi essenziali che vanno erogati ai cittadini, non è il dehor o la lamentela generica del cittadino, ma sono questioni nodali che riguardano la vita della gente, soprattutto in un periodo come quello estivo quando la popolazione trapanese è quasi quadruplica e l’esigenza di acqua è maggiore, sia per il caldo sia perché ci si va al mare, quindi il fatto di aver sempre sottovalutato o postergato il problema, purtroppo presenta difficoltà risolutive maggiori, questa è la verità.

– Il prossimo Consiglio comunale quando si terrà?

La prossima seduta era stata programmata per domani, con l’azione dei disertori di ieri, quella di domani non si terrà.
Pare che domani ci sia una conferenza dei capigruppo per fissare un’altra seduta, speriamo la fissino a stretto giro, perché noi abbiamo bisogno di far capire ai cittadini non solo il problema idrico, ma anche tante questioni collaterali che sono disattese dall’amministrazione, fatte in maniera grossolana. Parlo della disinfestazione nell’intero territorio cittadino, parlo dello stato del PNRR, non sappiamo gli alunni delle scuole elementari e medie a settembre dove andranno, dove dovrebbero partire questi benedetti cantieri, ancora non si sa quando. Faccio esempio, ma potrei avere una caterva di episodi discutibili su cui intervenire. Aspettiamo il Consiglio per poter fronteggiare un’amministrazione sempre più imbelle a quelle che sono le nostre sollecitazioni e soprattutto a quelle dei cittadini.

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