Trapani tra gli aeroporti siciliani dove sarà abolita la tassa comunale d’imbarco

L’addizionale comunale d’imbarco sarà eliminata negli aeroporti minori della Sicilia. C’è l’accordo tra le forze politiche e adesso bisognerà attendere il completamento dell’iter del provvedimento che sarà inserito nella prossima manovra finanziaria regionale.

L’abolizione, chiesta da tempo da compagnie come Ryanair, interesserà gli aeroporti di Trapani-Birgi, Comiso, Lampedusa e Pantelleria mentre la situazione resterà invariata per gli scali di Palermo e di Catania.

Il valore complessivo dell’operazione è di circa 6 milioni di euro, somma che sarà stanziata, appunto, nella prossima manovra economico-finanziaria, prevista prima dell’estate. L’obiettivo dichiarato è duplice, abbattere i prezzi dei voli e incentivare l’arrivo di nuove compagnie e di nuove rotte.

Tra i sostenitori dell’abolizione c’è, da tempo, anche Salvatore Ombra, presidente di Airgest, società di gestione dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani. “Una richiesta che ho portato avanti sin dal mio insediamento – ci ha dichiarato  – convinto come sono che l’eliminazione dell’addizionale comunale sia una misura utile e anche democratica perché va a vantaggio di tutte le compagnie. Moltiplicare 6,50 euro per tutti posti su un volo significa molto per chi opera nel settore”.

Ombra plaude alla scelta del governo regionale e sottolinea che la decisione porterà vantaggi equi, incentivando l’uso degli scali più periferici senza danneggiare gli aeroporti di Palermo e Catania. “Quando Trapani stava per chiudere, Palermo faceva 8 milioni di passeggeri. Oggi Trapani è a 1 milione e Palermo a 9 milioni: non c’è concorrenza, ma complementarità”.

La richiesta avanzata da Ryanair fino alla metà dello scorso mese di Febbraio era di disporre il taglio dell’addizionale comunale per tutti gli aeroporti della Sicilia, ma l’impatto sui conti regionali – circa 80 milioni di euro – sarebbe stato insostenibile.

“L’abolizione della tassa addizionale comunale sui diritti di imbarco è un intervento difficilmente realizzabile in Sicilia – aveva risposto l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, commentando le parole del CEO di Ryanair Eddie Wilson – in quanto l’Isola costituisce, di fatto, il terzo polo aereo in Italia con oltre 23 milioni di passeggeri che, entro la fine di quest’anno, supereranno i 26 milioni”.

Da qui l’idea di applicare il taglio solo agli aeroporti più piccoli, sulla scia di quanto già fatto da regioni come Calabria, Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia, con più compagnie, più voli e, quindi, più offerta. Il provvedimento mira anche ad abbassare i prezzi per i cittadini e si andrebbe a sommare agli sconti diretti sui biglietti aerei – dal 25% al 50% – già previsti dal governo regionale.

Il primo tentativo fatto prima del Covid, con la sospensione temporanea della tassa comunale di imbarco per sei mesi, fece registrare una crescita significativa. Adesso siamo davanti ad una decisione stabile e strutturale a vantaggio di territori, come quello trapanese, che possono guardare con ottimismo al futuro del turismo e della mobilità.

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