Trapani, servizio idrico, Guaiana e Grignano: basta proroghe all’inchiesta

Si accende a Trapani il confronto sulla Commissione d’inchiesta comunale dedicata al servizio idrico. I consiglieri Vincenzo Guaiana e Angela Grignano annunciano il voto contrario alla terza proroga dei lavori e chiedono che, dopo 270 giorni di attività, si proceda alla stesura della relazione conclusiva da sottoporre al Consiglio comunale e alla città.

La Commissione era stata inizialmente costituita con un orizzonte temporale di 90 giorni. Dopo nove mesi, secondo quanto ricostruito dai due componenti, le convocazioni ufficiali sarebbero state appena cinque e due riunioni sarebbero state dedicate proprio alle richieste di proroga. Un bilancio che Guaiana e Grignano considerano insufficiente per giustificare un ulteriore prolungamento fino a raggiungere complessivamente un anno.

Nel corso dell’attività sono stati effettuati due sopralluoghi, ai serbatoi di San Giovannello e Martogna, ed è stato ascoltato il funzionario Zimmardi. Quest’ultima audizione, ricordano i consiglieri, sarebbe durata poco più di un’ora e sarebbe stata interrotta per impegni del presidente della Commissione Miceli, con l’intenzione di riprenderla successivamente. La prosecuzione, sostengono Guaiana e Grignano, non sarebbe però mai avvenuta.

I due consiglieri ricordano, inoltre, di avere già manifestato, al momento della precedente estensione dei termini, la propria indisponibilità a sostenerne una terza. La posizione, precisano, non avrebbe lo scopo di ostacolare gli approfondimenti, ma di accelerare un percorso che, a loro giudizio, deve necessariamente arrivare a conclusioni precise.

Guaiana e Grignano intervengono anche sulle difficoltà organizzative richiamate dal presidente Miceli, legate alle numerose incombenze degli uffici comunali e alla carenza di personale. Pur riconoscendo il problema, pongono una questione politica e organizzativa: nelle altre commissioni consiliari sarebbe possibile convocare regolarmente sedute e funzionari, mentre l’organismo d’inchiesta sull’acqua avrebbe avuto in nove mesi soltanto pochi momenti di confronto.

Nel frattempo è cambiata anche la composizione politica della Commissione. Con il passaggio della consigliera La Barbera a Trapani 2028, l’opposizione conta adesso tre componenti. Poiché per concedere un’altra proroga è necessaria l’unanimità, il voto contrario annunciato da Guaiana e Grignano potrebbe impedire l’ulteriore estensione dei lavori.

La proposta dei due consiglieri è quella di utilizzare quanto già acquisito attraverso documenti, sopralluoghi e audizioni e, qualora servissero gli ultimi chiarimenti, convocare un tavolo tecnico con l’assessore competente e gli uffici comunali. Subito dopo dovrebbe essere redatta la relazione finale.

Per Guaiana e Grignano il documento conclusivo dovrà ricostruire sulla base degli atti quanto emerso dall’indagine, indicare le eventuali criticità del servizio idrico e verificare l’esistenza di responsabilità. Dopo 270 giorni, sostengono, il Consiglio comunale e i cittadini di Trapani devono poter conoscere i risultati dell’inchiesta.

Obiettivamente, in nove mesi è stato fatto davvero molto poco. Una commissione chiamata a fare chiarezza su una tematica così importante per i trapanesi come l’approvvigionamento idrico che, però, non trova il tempo di riunirsi bensì quello di chiedere le proroghe, lascia davvero l’amaro in bocca. Che ne sarà del lavoro svolto sino ad ora, sempre che sia qualcosa di molto approfondito al fine di predisporre la relazione finale? Grignano e Guaiana non hanno torto: meglio ultimare i lavori e informare i trapanesi degli esiti di questa raccolta di dati ed informazioni utili per comprendere meglio il complesso apparato del servizio idrico cittadino.

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