Si è chiusa con l’archiviazione la vicenda giudiziaria che per oltre due anni ha coinvolto Carlo Guarnotta, già direttore generale della Trapani Servizi, la società partecipata del Comune di Trapani che gestisce impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, Samuele Corso, ha accolto la richiesta formulata dalla Procura e disposto l’archiviazione della contestazione di corruzione che riguardava Guarnotta nell’ambito della procedura per la sua nomina a direttore generale della società.
La vicenda affondava le proprie radici nelle indagini avviate nel 2020 dopo un incendio verificatosi in un impianto della Trapani Servizi: gli accertamenti portarono anche all’attivazione di intercettazioni nei confronti di Guarnotta, all’epoca amministratore unico della partecipata, dalle quali si svilupparono poi altri filoni investigativi.
Al centro dell’inchiesta finì la selezione per il nuovo direttore generale, incarico che sarebbe stato poi assegnato allo stesso Guarnotta. L’ipotesi originaria degli investigatori era che i requisiti e i criteri della procedura fossero stati predisposti in modo da favorire la sua candidatura e che Rosario Bellofiore, ingegnere, ex dirigente del Comune di Trapani ed ex consulente della Trapani Servizi, avesse avuto un ruolo nella predisposizione degli atti. Secondo la contestazione formulata nella fase investigativa, Guarnotta avrebbe promesso a Bellofiore il rinnovo o la proroga dell’incarico di consulenza come contropartita per il sostegno ricevuto nella procedura.
Il 24 gennaio 2024 nei confronti di Guarnotta era stato disposto il divieto di dimora nei comuni di Trapani ed Erice. La misura cautelare durò poche settimane: il 7 febbraio dello stesso anno il Tribunale del Riesame accolse il ricorso della difesa e la annullò, restituendo a Guarnotta la piena libertà. Già in quella fase il Riesame aveva messo in discussione il nucleo dell’ipotesi corruttiva. Gli accertamenti erano comunque proseguiti e nel dicembre 2024 era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Alla fine dell’attività investigativa, però, la stessa Procura di Trapani è giunta alla conclusione che non vi fossero elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio e il 26 marzo di quest’anno ha avanzato richiesta di archiviazione.
La questione centrale riguardava proprio l’esistenza del presunto accordo con Bellofiore. Nella ricostruzione compiuta dalla Procura non sarebbe emersa la prova di una promessa di Guarnotta finalizzata a ricompensare l’ex consulente per un’attività svolta in suo favore.
Nell’ordinanza di archiviazione il Gip richiama espressamente anche il pronunciamento del Tribunale di Palermo del 7 febbraio 2024, secondo il quale le risultanze investigative non consentivano di ravvisare alcuna promessa di Guarnotta a Bellofiore volta a ricompensarlo per una presunta attività di favore.
«Ho atteso di conoscere il contenuto dell’ordinanza, con la quale il Gip di Trapani ha disposto l’archiviazione della mia posizione, ed oggi posso dire finalmente si chiude una dolorosa parentesi della mia vita», dichiara Guarnotta dopo avere preso conoscenza delle motivazioni del provvedimento. «Sono stati due anni molto pesanti. Certo della mia innocenza, ho dovuto convivere con un’accusa infamante come quella di corruzione, e ci sono riuscito anche grazie alla vicinanza della mia famiglia. Non sono mancati i momenti di sconforto, ma nonostante tutto ho sempre avuto fiducia nel lavoro della magistratura».
Guarnotta ha rivolto un ringraziamento ai suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Adragna e Orazio Rapisarda, «per la competenza e la dedizione con cui mi hanno assistito». Con il provvedimento del Gip si conclude dunque per lui il filone giudiziario relativo alla contestazione di corruzione connessa alla nomina alla direzione generale della Trapani Servizi. «Adesso, con maggiore serenità, riprendo la mia vita», conclude Guarnotta. Anche la posizione di Rosario Bellofiore è stata archiviata.
















