In occasione dell’appuntamento di ieri, mercoledì 11 febbraio 2026, de “Il mercoledi di TrapaniSì”, Francesco Anselmo (allenatore e giocatore della prima squadra) e Loris Alestra (direttore sportivo e giocatore) sono stati stati intervistati da Emanuele Barbara.
Fondata nel 2015, la Trapani Rugby è oggi una realtà solida del territorio, capace di coniugare crescita sportiva, inclusione sociale e sviluppo del settore giovanile. Un progetto che non punta all’exploit immediato, ma alla costruzione nel tempo.
Recentemente, Anselmo ed Alestra hanno assistito a Roma alla vittoria dell’Italia sulla Scozia nel Sei Nazioni (18-15). Un’emozione forte, vissuta all’Olimpico sold out, che ha confermato il senso di appartenenza e l’orgoglio di far parte del movimento rugbistico italiano.
“Il rugby è famiglia, è comunità, è sostegno reciproco”, ha raccontato Anselmo, che ha sottolineato l’importanza dei valori trasmessi da questo sport.
Uno dei punti cardine della società è il lavoro con le scuole. “Il rugby entra così nei quartieri, in particolare a Sant’Alberto, dove da quattro anni viene portata avanti un’attività gratuita rivolta alle famiglie, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi un’alternativa concreta e formativa”, ha aggiunto Alestra.
La società collabora anche con comunità che accolgono giovani provenienti da altri paesi, favorendo integrazione e crescita personale attraverso lo sport. Non solo attività agonistica, ma vera educazione emotiva, tanto che un video realizzato con i ragazzi del quartiere è stato proiettato allo Stadio Olimpico durante il Sei Nazioni.
La prima squadra milita in Serie C e sta vivendo una fase di consolidamento. Costanza, disciplina e investimento nel settore giovanile. Anselmo e Alestra ne sono convinti e lo ribadiscono a chiare lettere: “Negli ultimi incontri sono arrivati anche quattro esordi di ragazzi diciassettenni, alcuni provenienti dal vivaio e altri inseriti nel percorso di inclusione. Un segnale chiaro della filosofia societaria: prima si costruisce la base, poi si cresce”.
Ecco l’intervista integrale:

















