La statua della Fontana della Venere Anadiomene è stata rimossa ieri dalla sua collocazione in piazza ex Mercato del pesce, dando finalmente il via alle operazioni di restauro di uno dei manufatti più riconoscibili della città di Trapani.
La rimozione rappresenta il primo passaggio operativo di un intervento atteso da anni e finalizzato a recuperare un’opera profondamente segnata dal tempo e, soprattutto, dalla particolare esposizione agli agenti marini. La fontana si trova, infatti, a circa cinquanta metri dalla costa e la presenza costante di salsedine, umidità e aerosol marino ha favorito nel corso degli anni i processi corrosivi della ghisa di cui è fatta.
Le indagini tecniche effettuate sul manufatto hanno evidenziato un quadro caratterizzato da corrosione diffusa, fenomeni di pitting profondo, depositi superficiali, biodeteriogeni e microfratture, ai quali si aggiunge la perdita di alcune componenti originarie, tra cui le vasche laterali e parti decorative del basamento.
Con lo smontaggio della statua entra, dunque, nella fase esecutiva un recupero che richiederà lavorazioni specialistiche. La Venere e gli altri elementi metallici saranno trasferiti in laboratorio dove verranno sottoposti ad interventi di pulitura meccanica e chimica, sabbiature controllate, eliminazione dei sali presenti sulle superfici, trattamenti anticorrosivi e operazioni di stabilizzazione chimica. Uno dei passaggi più complessi sarà la ricostruzione degli elementi andati perduti: il progetto prevede la realizzazione di calchi e nuove fusioni utilizzando ghisa compatibile con quella originale, con l’obiettivo di ripristinare i lavabi laterali e le decorazioni mancanti rispettando le caratteristiche storiche e materiche della fontana. Al termine del restauro saranno applicate vernici specifiche per gli ambienti marini e ulteriori trattamenti protettivi destinati a rallentare il più possibile il ripetersi dei fenomeni corrosivi.
L’intervento disposto dall’amministrazione comunale è stato affidato a Giuseppe Mantella, restauratore specializzato, con il supporto tecnico sul territorio di Elena Vetere di “Partenope Restauri” e ha un valore complessivo di circa 80 mila euro. Le risorse sono state individuate attraverso economie maturate nella fase di verifica tecnica di un più ampio progetto nel quale il recupero della fontana è inserito. Si tratta del programma “Social Housing degli immobili di via Carreca, ex scuola De Rosa e riqualificazione dell’ex piazza Mercato del pesce” che comprende interventi sugli alloggi sociali e sugli spazi residenziali e punta anche alla valorizzazione dell’area dell’antico mercato ittico al dettaglio, destinandola a servizi culturali e alla promozione delle eccellenze enogastronomiche del territorio.
La fontana della Venere costituisce da tempo uno degli elementi identitari della “Chiazza”. Il manufatto fu realizzato da una fonderia delle Ardenne, in Francia, e riproduce la “Venus sortant du Bain”, opera realizzata nel 1767 dallo scultore francese Christophe Gabriel Allegrain e oggi custodita al Museo del Louvre di Parigi. La copia trapanese è diventata nel tempo parte integrante dell’immagine della piazza e del suo rapporto con il centro storico e il mare. Secondo il cronoprogramma contenuto nella documentazione tecnica, le operazioni di restauro avranno una durata stimata di circa quattro mesi e coinvolgeranno restauratori specializzati nel recupero di manufatti metallici di interesse storico e artistico, affiancati da fabbri, saldatori e tecnici diagnostici. L’obiettivo dell’amministrazione è completare l’intervento entro la fine dell’anno, riportando la Venere sul suo basamento dopo il recupero e restituendo alla città una fontana nuovamente stabile e fruibile. VIDEO

















