Trapani, Rifondazione Comunista annuncia i comitati referendari

Anche nella provincia di Trapani si aprono i primi comitati referendari.

Dopo il via libera del Senato alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, si guarda già al referendum confermativo poiché la nuova legge non ha ottenuto la maggioranza dei due terzi dei componenti delle due Camere nelle seconde deliberazioni.

A chiedere la consultazione popolare potranno essere cinque Consigli regionali, un quinto dei componenti di ciascuna delle due Camere o cinquecentomila elettori. L’appuntamento referendario dovrebbe svolgersi, a norma della legge sul referendum (n. 352/1970), tra metà marzo e metà aprile 2026.

La maggioranza di governo è schierata a favore della nuova legge che propone la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, mentre l’opposizione di centrosinistra è a sfavore.

La Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Trapani si porta avanti e ha già annunciato la prossima costituzione dei comitati per il “NO”, anticipando la scontata posizione politica del partito extraparlamentare.

In una nota, il PRC interviene contro l’approvazione della riforma Nordio sulla giustizia, definendola “un passaggio pericoloso che riduce gli spazi di autonomia del potere giudiziario” e denunciando “un processo di erosione costituzionale ormai evidente”.
“È in atto – sostengono – un tentativo di subordinare la magistratura al potere esecutivo”.

La polemica si concentra anche sulle parole del ministro Carlo Nordio dopo il voto in Senato. Il Guardasigilli ha bollato le critiche dell’opposizione come “solita litania”, rivendicando di aver risposto già “nelle interviste televisive”. Per Rifondazione è una frase che “segna un disprezzo verso la centralità parlamentare”.

Secondo la federazione trapanese, alcune norme contenute nel provvedimento erano già presenti nel “Piano di Rinascita Democratica” scritto da Licio Gelli per la Loggia P2. Un richiamo che viene rilanciato con forza nella percezione che si rischi di tornare a quell’impianto culturale.

Anche l’attacco rivolto dalla premier Giorgia Meloni alla Corte dei conti sul progetto del Ponte sullo Stretto – con l’affermazione “la Corte va riformata” – secondo i dirigenti del PRC trapanese, è un episodio che va considerato come ulteriore segnale di una pressione crescente sul sistema dei contrappesi istituzionali.

Il comitato referendario che si andrà a costituire con l’impegno del partito avrà quindi l’obiettivo dichiarato di “trasformare il referendum in una grande mobilitazione nazionale in difesa dell’indipendenza dei giudici e della Costituzione nata dalla Resistenza”.

Non soltanto l’appoggio ad una consultazione popolare di estrema rilevanza quindi, ma anche un vero atto politico di una parte della politica.

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