È rientrata a Trapani la motovedetta CP 330 della Guardia Costiera dopo oltre un mese di intensa attività operativa nelle acque territoriali greche, nell’ambito della missione europea “J.O. Greece 2025” coordinata da Frontex.
Un’operazione che ha visto l’equipaggio trapanese impegnato in un delicato contesto internazionale, a tutela della sicurezza marittima e della vita umana.
La CP 330, assegnata alla Capitaneria di Porto di Trapani, ha navigato ininterrottamente per oltre 2.600 miglia nautiche, accumulando 162 ore di pattugliamento lungo le coste del Mar Egeo meridionale. L’equipaggio, composto da nove militari della Guardia Costiera, tra cui un operatore con abilitazione rescue swimmer, era salpato il 12 marzo con destinazione l’isola greca di Kastellorizo.
Durante la missione, il personale della motovedetta ha operato sia di giorno che di notte, spesso in condizioni meteomarine particolarmente difficili, svolgendo compiti di vigilanza e collaborazione con le autorità marittime locali. Un impegno costante, finalizzato a garantire il soccorso in mare e la sicurezza della navigazione.
Tra gli interventi più significativi, il comandante dell’unità, il primo maresciallo Pietro Maltese, ha ricordato l’operazione di soccorso del 5 aprile, quando insieme ad altre unità navali, sono stati salvati 30 migranti, tra cui donne e bambini, che si trovavano a bordo di un gommone che poco dopo è affondato.
Ad accogliere l’equipaggio a Trapani il capitano di Vascello Guglielmo Cassone, capo del Compartimento marittimo e comandante della Capitaneria di Porto.

















