A 43 anni dalla sua tragicauccisione, la figura di Pio La Torre, storico dirigente del Partito Comunista Italiano, continua a far discutere e a rappresentare un simbolo della lotta alla mafia e dell’impegno politico e sociale. Il suo omicidio, avvenuto il 30 aprile 1982 insieme all’autista Rosario Di Salvo, è stato attribuito ai boss Riina e Provenzano, ma gli interrogativi su chi volesse davvero la sua morte rimangono ancora aperti.
Pio La Torre è stato un gigante della politica italiana, un uomo che ha combattuto strenuamente il potere mafioso e che ha lasciato un segno indelebile nella storia del paese. La sua battaglia contro l’installazione dei missili a Comiso lo ha reso un leader capace di trascinare migliaia di persone nelle piazze, diventando una figura scomoda per molti, non solo per la mafia.
Martedì 4 marzo, alle ore 17:30, nella sala Sodano di Palazzo D’Alì a Trapani, si terrà un incontro dedicato alla sua memoria, organizzato dalla sezione ANPI di Trapani nell’ambito delle iniziative promosse da Libera in vista del 21 marzo, la Giornata nazionale dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
A dialogare su Pio La Torre, sul suo impegno politico e sulle ombre che ancora avvolgono il suo assassinio, saranno i giornalisti Fabio Pace e Rino Giacalone, insieme ad Armando Sorrentino, avvocato e militante politico nella sinistra, già rappresentante di parte civile nei processi per i delitti politici di Piersanti Mattarella, Michele Reina e lo stesso La Torre.
Sorrentino, oggi dirigente dell’ANPI, porterà la sua testimonianza sulle vicende giudiziarie legate a questi omicidi e sulla figura di La Torre, non solo come politico, ma anche come uomo.
















