Trapani, restaurata la “Mano del Miracolo di Sant’Alberto”

Dopo anni di attese, ostacoli burocratici e sollecitazioni, è finalmente tornato alla luce uno dei simboli suggestivi del centro storico trapanese: il bassorilievo noto come la “Mano del Miracolo di Sant’Alberto”, collocato sul prospetto di un edificio al civico 57 di via Biscottai.

L’opera, realizzata probabilmente nella seconda metà del XVII secolo, raffigura una mano che indica l’iscrizione “P PHET/A ZACH/ARIAS”, un enigmatico richiamo alla tradizione religiosa cittadina.

Per anni il manufatto è rimasto quasi invisibile, deturpato da condizioni conservative pessime e da un cavo dell’Enel che ne oscurava la leggibilità. La sua importanza come espressione dell’identità storica ed etnografica locale era stata però riconosciuta da diversi cittadini e tecnici, tra cui Bartolomeo Figuccio, già dipendente della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani.

In una nota inviata alla nostra redazione, ripercorre il complicato iter che ha portato al restauro. Nel 2018 la Soprintendenza di Trapani aveva tentato un primo approccio per il recupero, ma trattandosi di un bene non ancora formalmente tutelato e ubicato su un edificio privato, l’iter si era subito rivelato complesso. Solo nel 2019, dopo un lungo lavoro di identificazione dei circa venti proprietari delle unità abitative coinvolte, è stato avviato il procedimento per la dichiarazione di interesse culturale. Il decreto ufficiale è arrivato nel 2023, riconoscendo il bassorilievo come bene di “particolare interesse etnoantropologico”.

La tutela ha permesso alla Soprintendenza di richiedere formalmente all’Enel lo spostamento del cavo elettrico, inizialmente previsto con interramento ma poi risolto in modo più semplice, con un lieve spostamento verso l’alto, completato nel marzo di quest’anno.

Restava, tuttavia, da affrontare la questione cruciale: il restauro vero e proprio del manufatto. Considerata l’impossibilità di coinvolgere economicamente i proprietari dell’immobile, si è cercato uno sponsor. Dopo una prima manifestazione d’interesse da parte del Comune, non concretizzatasi – racconta Figuccio – è stata l’Unione Maestranze di Trapani, attraverso il suo presidente, a farsi carico della sponsorizzazione.

Superati anche gli ostacoli amministrativi legati a tale coinvolgimento, sono stati individuati i soggetti esecutori: l’impresa Fi.Geo. Costruzioni srl e la restauratrice Elena Vetere della Partenope Restauri. Il progetto è stato redatto gratuitamente da Figuccio, corredato dalla documentazione necessaria e approvato dalla Soprintendenza.

Il bassorilievo è stato rimosso lo scorso 23 luglio, restaurato gratuitamente e ricollocato lo scorso 31 luglio in una posizione più visibile, leggermente più in basso rispetto alla precedente. È stato inoltre rifinito l’intonaco circostante, completando l’intervento.

“Mi auguro – scrive Bartolomeo Figuccio – che al più presto venga installato un punto luce che lo renda visibile anche di sera, e un pannello informativo con QR-code per raccontarne la storia”.

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