Trapani: «Nuova viabilità di via Ammiraglio Staiti rischia di bloccare i mezzi di soccorso»

Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione da un lettore che pur non essendo trapanese, si definisce «un assiduo quotidiano frequentatore del capoluogo di provincia» e interviene nel dibattito sui lavori di realizzazione del BRT in via Ammiraglio Staiti e viale Regina Elena.

L’autore premette di essere favorevole agli interventi di ammodernamento urbano. «Sono stato e sono un fautore dei lavori che rendono una città europea più moderna e in grado di rispondere alle accresciute esigenze che la nostra epoca richiede», scrive, precisando però che le proprie perplessità riguardano esclusivamente alcuni aspetti della nuova organizzazione della viabilità.

Al centro della riflessione c’è la corsia centrale riservata alle navette, delimitata dai cordoli in cemento. Secondo il lettore, la soluzione potrebbe creare «seri e pericolosi problemi per la gestione delle emergenze», soprattutto nel caso in cui fosse necessario raggiungere rapidamente piazza Generale Scio o l’area che conduce verso la Torre di Ligny.

La preoccupazione nasce dalla convinzione che la nuova disposizione del traffico costringerà le auto a procedere in un’unica fila per ciascun senso di marcia, senza possibilità di lasciare spazio ai mezzi di soccorso. «I veicoli si dovranno necessariamente porre in fila indiana», osserva, aggiungendo che i parcheggi previsti parallelamente ai marciapiedi «impediscono totalmente la possibilità ai veicoli di accostare a destra per favorire i mezzi di soccorso ed impediscono di accostare a sinistra per la presenza dei citati cordoli di cemento».

Da qui la conclusione espressa nella lettera: «Risultato: i mezzi di soccorso avrebbero la strada totalmente sbarrata», con il rischio che un eventuale blocco del primo veicolo della colonna possa provocare «la conseguente totale paralisi del traffico veicolare».

Il lettore prende in esame anche i percorsi alternativi per i mezzi di emergenza attraverso via Garibaldi, via Torrearsa e corso Vittorio Emanuele, ritenendoli poco praticabili per la presenza delle aree pedonali, dei dehors e della ridotta larghezza delle carreggiate.

Infine, affronta l’obiezione secondo cui i mezzi di emergenza potrebbero utilizzare la corsia riservata alle navette. «Lo so, lo so bene», scrive citando ironicamente il brano Firenze di Ivan Graziani, ma aggiunge: «Poniamo il caso che nello stesso momento il bus navetta stia procedendo verso i cantieri navali. Gradirei una risposta».

La lettera si chiude con un auspicio rivolto ai progettisti e agli amministratori affinché vengano attentamente valutati gli effetti della nuova viabilità sulla gestione delle emergenze. «L’emergenza che dovesse emergere nella piazza Generale Scio e zone limitrofe resterebbe solamente una emergenza non risolta, nei tempi che una emergenza, in quanto tale, richiede», conclude il lettore.

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