Trapani-Misiliscemi, due diversi modi di far politica [AUDIO]

Con una lettera aperta, il presidente dell’associazione Misiliscemi, Salvatore Tallarita, sottolinea come una parte politica del trapanese non abbia accettato il responso del referendum che dovrebbe portare alla separazione del territorio e alla nascita del nuovo comune.

Ecco cosa ha dichiarato ai microfoni del nostro direttore Nicola Conforti:

 

Questa invece la lettera aperta.

Ancora una volta i saccenti della Trapani bene e i serventi di una certa classe politica rincorrono l’unica azione politica attiva in questo momento a Trapani.

Lo fanno dall’alto della loro supponenza, figlia di un potere feudale che non ha la capacità di guardare oltre i propri confini casalinghi se non per paura di perdere gli agi acquisiti sulle spalle di tanta brava gente.

Mi preme ricordare – ancora una volta – che questo processo di cambiamento è cominciato sin dagli anni 90 quando la chiesa trapanese avviò nelle contrade a sud il progetto di prima unità pastorale, puntando sulle capacità di alcuni giovani preti che poi si riveleranno di alto profilo e sviluppando una nuova visione unitaria delle contrade.

Agli inizi del 2000 matura anche l’esperienza civica che porta alla nascita dell’Associazione Misiliscemi nella quale – è bene ricordare – i parroci del tempo facevano parte del consiglio dei saggi, organo preposto a garantire la fedeltà ai valori unitari fondanti dell’Associazione stessa.

I nostri detrattori parlano di protesta, di azione anacronistica ignorando tutto questo!
E continuando ad ignorare che ci si è avvalsi delle leggi dello stato e della regione siciliana che sanciscono e legittimano questo processo (vedasi art. 5 Costituzione Italiana e Legge n.30/2000 Regione Siciliana)!

Sin dalla sottoscrizione del provvedimento, o dall’affissione all’albo comunale del progetto Misiliscemi o ancora dal voto dell’allora consiglio comunale, gli oppositori avrebbero potuto manifestare le proprie ragioni nella legge e con la legge, se ce ne fossero stati i presupposti. Invece…il nulla, oppure sporadiche argomentazioni banali e superficiali spesso supportate da menzogne dei soliti noti.

Qui mi preme ricordare – ancora una volta – a proposito del referendum dello scorso 27 maggio 2018 che i misilesi si sono recati in massa a votare, che si è raggiunto il quorum con il 52% circa degli aventi diritto al voto e che i Sì furono oltre il 90%. Raramente si è raggiunto il quorum in Italia quando i cittadini sono stati chiamati a farlo per cui chi vorrebbe sminuire il valore di questo risultato continua ancora sfacciatamente a mentire.
Misiliscemi vuole essere un progetto economico, oltre che politico, che pone al centro l’uomo per migliorare la qualità della vita attraverso la valorizzazione e l’organizzazione di tutte le risorse presenti nel territorio mettendo a sistema l’intera filiera produttiva. In questo modo, i giovani studiando e formandosi potranno rappresentare quella forza di rinnovamento che guardi al futuro per le nostre comunità.

I nostri detrattori si nascondono dietro il termine di grande città mistificando un vuoto di visione strategica. È tanto evidente questa povertà di contenuti, infatti non viene affrontato nessun tema che avvalori una strategia di sviluppo per la nostra terra. Temono solo la perdita di gettito fiscale che arriva dalle contrade e continuano ad ignorare i vari pareri favorevoli ad oggi ottenuti dal progetto Misiliscemi, sia giuridico-legale che economico-finanziario.

Questo processo è un laboratorio politico che pone finalmente le questioni cruciali che coinvolgono la provincia di Trapani in una logica di sistema abbandonando quella guerriglia campanilistica a cui vorrebbe trascinarci certa politica mediocre e senza nessuna visione se non quella del mero e piccolo potere di bottega.

Misiliscemi è il futuro e lo dimostrerà non appena diventerà comune!

Salvatore Antonino Tallarita
Presidente dell’associazione Misiliscemi