Trapani, La Porta non ci sta: “Questa Amministrazione ha fatto tanto per il Verde pubblico”

"Quando è stato necessario abbattere qualche albero per motivi di sicurezza si è proceduto rimpiazzando le piante eliminate con la piantumazione del triplo di alberi"

La risposta dell’assessore al Verde pubblico Peppe La Porta non si è fatta attende. Dopo che ieri sono state numerose le critiche dopo il taglio dei pini in via Virgilio, La Porta, interpellato dalla redazione di TrapaniSì, ha replicato alle dure parole della consigliera Francesca Trapani.

“Le affermazioni della consigliera Trapani mi lasciano basito. Ovviamente non mi sorprende l’atteggiamento dettato dal ruolo di oppositore all’Amministrazione Tranchida – scrive La Porta – , ma l’opposizione ad ogni costo, fine a sé stessa non è accettabile, soprattutto da una neofita della politica da cui proprio non ti aspetteresti atteggiamenti assimilabili ai più beceri metodi di amministrare la cosa pubblica. Evidentemente il sistema di governare a tutti i costi, vedi le maggioranze messe in piedi dal movimento 5 Stelle a livello nazionale, si propagano in maniera virale. L’onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare chi è stato chiamato a rappresentare i propri concittadini dovrebbe essere un esercizio naturale per ogni politico: la consigliera Trapani nelle sue esternazioni dovrebbe piuttosto riconoscere i meriti dell’attuale Amministrazione Comunale per l’impegno che ha profuso fin dal suo insediamento, sia in termini di risorse (poche per la verità viste le contrazioni dei trasferimenti statali) e sia in termini di coinvolgimento delle “forze sane” presenti nel territorio”.

La replica dell’assessore è durissima e spiega ciò che è stato fatto nel settore del Verde Pubblico.

“Le affermazioni della consigliera pentastellata – continua – non meriterebbero neanche di essere prese in considerazione in quanto frutto di un misero tentativo di strumentalizzazione pseudo-politica. Ma sento il dovere, al fine di non ingenerare disinformazione nei vostri lettori più distratti, fortunatamente pochi considerato che le azioni poste in essere da questa Amministrazione a salvaguardia del proprio “patrimonio verde” sono sotto gli occhi di tutti. Il salvataggio delle storiche eritrine è ascrivibile a questa Amministrazione; la manutenzione periodica delle alberate è stata effettuata negli ultimi due anni in maniera sistematica ed accurata come mai era stata effettuata prima; quando è stato necessario, a giudizio degli agronomi interpellati, abbattere qualche albero per motivi di sicurezza si è proceduto rimpiazzando le piante eliminate con la piantumazione del triplo di alberi. E’ stato il caso di sei esemplari di falso pepe che rappresentavano un serio pericolo per la viabilità veicolare e pedonale che sono stati abbattuti nella via Salemi e prontamente sostituiti da diciotto altre piante nella adiacente via Mauro Rostagno”.

“Buona parte delle risorse proveniente dalla cosiddetta “Democrazia Partecipata” – spiega l’assessore – sono state destinate all’arricchimento di aree comunali abbandonate che stanno per diventare oasi verdi, grazie alla capacità di questa amministrazione di coinvolgere ed aggregare le associazioni no profit presenti, per fortuna in maniera disinteressata, sul territorio ed a cui va la riconoscenza della collettività”.

Poi, La Porta spiega cosa farà il suo settore nei prossimi giorni. “A giorni poi, vi anticipo, che saranno piantumate oltre seicento piante fiorite per arricchire le fioriere presenti in tutto il territorio comunale nonché le aiuole della via Fardella e piazza Martiri d’Ungheria e le rotonde cittadine”.

La Porta conclude tornando alla politica: “Infine rivolgo un appello alla consigliera Trapani: considerato che il movimento che rappresenta ha fortemente voluto ed ha fatto del reddito di cittadinanza un punto fermo del proprio programma di governo si faccia portavoce presso i propri ministri affinché i beneficiari di tale istituti vengano finalmente messi a disposizione dei comuni per prestare la propria opera di utilità collettiva, per supplire, almeno in parte all’emorragia di personale provocata dalla famosa “quota cento” che ha fatto collocare in pensione tanti lavoratori e senza che sia stato consentito di sostituirli a causa di parametri restrittivi a cui i governi sostenuti dai 5 stelle non hanno posto rimedio”.