Tremano le mura di Palazzo Cavarretta alla vigilia del Consiglio comunale straordinario di Trapani, convocato per oggi, 22 ottobre, e dedicato alla convenzione per la gestione del Pala Daidone, al centro di un acceso dibattito cittadino.
Dibattito che ha causato le dimissioni dell’assessore allo sport, esacerbato gli animi fino a portare i protagonisti al tavolo della Prefettura, dare vita a show quotidiani che ormai coinvolgono anche gli animali domestici di chiunque.
Ma soprattutto un dibattito che Valerio Antonini vuole trasferire dalla piazza al Palazzo, portandosi dietro la claque dei tifosi, in un enorme tentativo di pressing mediatico che, nelle intenzioni del presidente di Sportinvest, dovrebbe portare alle dimissioni del sindaco Tranchida.
Il consiglio comunale straordinario era stato già calendarizzato a metà ottobre e spostato per impegni personali di Antonini.
La cui presenza appare essere fondamentale, più di quella dei tecnici, dei dirigenti e persino del sindaco, a detta di alcuni.
Da un paio di giorni, nei corridoi di Palazzo Cavarretta e nelle stanze della conferenza dei capigruppo, si vociferava della richiesta di posticipazione, questa volta da parte della maggioranza. La quale avrebbe proposto quattro date a stretto giro che però non avrebbero incontrato i desiderata del “presidentissimo”.
Il motivo era facilmente intuibile, e non ha nulla a che fare con le previsioni da “toro scatenato contro Tranchida” annunciate sempre dal patron granata, ma con il parere degli avvocati romani interpellati dal comune per dirimere la questione “convenzione” non ancora giunto.
Motivazione che viene esplicitata nel documento inviato dai capi gruppo della maggioranza a seguito della conferenza svolta nella serata del 21 ottobre.
A mali estremi estremi rimedi, e la maggioranza la mette giù dura, soprattutto la butta in politica, cosa cui non tutti sono abituati.
I consiglieri di maggioranza dunque hanno annunciato la loro assenza dalla seduta del 22 ottobre e richiesto un rinvio di almeno sette giorni, motivando la scelta con la necessità di disporre di tutti gli elementi tecnici e giuridici utili a un confronto “serio, leale e trasparente”.
Nel documento diffuso ieri sera dai consiglieri di maggioranza, questi spiegano che il rinvio non va interpretato come un tentativo di bloccare il confronto politico, ma come un atto di “alta responsabilità istituzionale”.
Oltre al fatto che la materia di trattazione non sarebbe nemmeno di competenza del consiglio, ma il confronto pubblico non si nega a nessuno.
Nel testo, la maggioranza richiama appunto l’articolo 1 dello Statuto comunale, che stabilisce le competenze del Consiglio, sottolineando che i consiglieri non possono interferire direttamente negli atti di gestione, prerogativa del Sindaco e della Giunta, ma possono e devono esercitare un diritto di controllo sugli atti amministrativi.
Un controllo che – si specifica – deve tuttavia essere “misurato, non eccessivo né ostruzionistico” e rispettoso della riservatezza delle informazioni sensibili.
Elemento centrale della decisione è quindi l’attesa del parere legale richiesto dall’amministrazione comunale:
“Solo con l’arrivo di quel parere – scrivono i consiglieri – si potranno discutere gli argomenti con la dovuta cognizione di causa, alla presenza dei tecnici e dei dirigenti competenti, nel rispetto della trasparenza dovuta alla cittadinanza.”
Parere che sarebbe in fase di rilascio e potrebbe arrivare entro pochi giorni, motivo per cui il rinvio richiesto è limitato a una settimana circa.
In particolare, si segnala anche che questo mercoledì 22 ottobre non potranno essere presenti il Dirigente dell’Ufficio tecnico, il Segretario comunale e lo stesso Sindaco, la cui presenza viene ritenuta indispensabile per assicurare chiarezza e correttezza nel dibattito. Ma è un evidente escamotage tecnico.
Nonostante la richiesta di rinvio, la maggioranza ribadisce la propria linea politica: “L’amministrazione comunale – si legge nel documento – ha sempre manifestato la volontà di mantenere i colori granata a Trapani e di garantire che le partite si disputino al PalaDaidone. Questo impegno resta fermo e non è in discussione.”
E poiché questo rinvio non è stato possibile, i consiglieri capigruppo di maggioranza, annunciano che oggi non saranno in aula per il consiglio comunale.
E siccome, per regolamento, affinché la seduta sia valida occorrono quattordici consiglieri – tanti quanti quelli necessari per votare la mozione di sfiducia – a conti fatti parrebbe che l’opposizione stasera si ritroverà da sola in aula. Con Antonini.
Per dritto o per rovescio, l’opposizione ed il presidente di Sportinvest dovranno accettare l’evidenza di un aggiornamento della seduta. E probabilmente non la prenderanno benissimo.
Ma il punto nevralgico non è nemmeno la seduta del consiglio straordinario in questione, ma la prova di forza e di tenuta che la maggioranza sta mettendo in atto: se i consiglieri manterranno fede al documento, vorrà dire che la maggioranza è compatta, coesa e leale.
Almeno per il momento, considerando che in politica una settimana equivale ad un’era geologica.
















