Si chiude con un risultato importante la lunga battaglia legale della cooperativa sociale Badia Grande nei confronti delle Prefetture di Trapani e Agrigento per il mancato pagamento dei servizi di accoglienza migranti.
Il Tribunale di Palermo ha riconosciuto in favore della cooperativa trapanese un totale di oltre 4,4 milioni di euro, tra compensi per le attività svolte, interessi moratori e spese legali. L’ultima sentenza, pubblicata l’11 ottobre scorso, ha condannato la Prefettura di Trapani al pagamento di 1.251.553,01 euro per i servizi prestati nel biennio 2020-2021 nella gestione dei centri CPR di contrada Milo a Trapani e del CAS “Villa Sant’Andrea” di Valderice poi trasformato in Centro per la quarantena dei migranti durante l’emergenza Covid-19.
A questa somma si aggiungono oltre 500 mila euro di interessi moratori maturati dal dicembre 2021 e le spese di giudizio. Il Tribunale ha riconosciuto il diritto della cooperativa al compenso anche in assenza di una convenzione formale, applicando il principio dell’arricchimento senza causa della Pubblica Amministrazione che si era avvalsa dei servizi senza corrispondere il dovuto. L’attività, svolta su esplicita richiesta delle Autorità nel pieno dell’emergenza pandemica, è stata considerata di straordinario valore per la collettività.
La cooperativa è stata assistita dallo studio SLP Legal Consulting, con gli avvocati Massimo Petrucci, Alessandra Indovina e Girolamo Artale.
Già nel giugno scorso un’altra vittoria era arrivata contro la Prefettura di Agrigento: il Tribunale di Palermo aveva emesso un decreto ingiuntivo esecutivo da 1.002.108,97 euro, oltre 293.357,11 euro di interessi, per le attività svolte nell’ottobre 2022 nella gestione dell’hotspot di Lampedusa.
In quel caso, la cooperativa era rappresentata dagli avvocati Luigi e Vera Sciarrino. Inoltre, nel febbraio 2023, una sentenza aveva riconosciuto a “Badia Grande” un ulteriore credito di 1.775.945,39 euro più 565.566,88 euro di interessi, sempre nei confronti della Prefettura di Trapani per i servizi resi tra il 2017 e il 2019 nei centri di Milo e Valderice.
Le pronunce hanno confermato che la cooperativa sociale ha regolarmente svolto i servizi richiesti dalle Prefetture, senza ricevere i relativi pagamenti, nonostante le puntuali rendicontazioni. Dopo anni di contenziosi, è stato definitivamente accertato il diritto della coop ai compensi dovuti, con la condanna complessiva delle Prefetture al pagamento di oltre 1,35 milioni di euro di interessi moratori e circa 60 mila euro di spese legali.

















