Restituire alla città due luoghi simbolo della memoria e dell’identità urbana trapanese oggi abbandonati al degrado.
È questo l’obiettivo del convegno promosso da Italia Nostra Trapani dal titolo “Salviamo la Casa della Fanciulla e l’Ospizio Marino”, in programma giovedì 28 maggio alle 17.30 nella sala grande del Complesso San Domenico.
L’iniziativa nasce dalla volontà della sezione trapanese di Italia Nostra di riaccendere l’attenzione sulle condizioni della Casa della Fanciulla e dell’Ospizio Marino, due edifici storici situati uno nel centro storico di Trapani e l’altro nell’area del molo Ronciglio, da anni in stato di completo abbandono.
La Casa della Fanciulla, edificata nel XVI secolo per volontà del barone Giacomo Ravidà e ampliata nel Settecento su progetto di Giovanni Biagio Amico, per secoli ha ospitato una fondazione assistenziale dedicata alle giovani donne prive di sostegno familiare. Nel secondo dopoguerra fu sede di uffici comunali e di una scuola dell’infanzia, fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 2003.
L’Ospizio Marino fu costruito nei primi anni del Novecento grazie alla donazione di Antonio Sieri Pepoli per ospitare bambini poveri affetti da malattie curabili con i bagni di mare. Dopo decenni di attività assistenziale e sanitaria, la struttura è stata successivamente utilizzata anche come centro di accoglienza per migranti, fino all’avvio della procedura di estinzione dell’Ipab nel 2016.
«Negli ultimi anni i due immobili sono stati vandalizzati più volte, depredati e parzialmente incendiati – denuncia il presidente di Italia Nostra Trapani Antonio Pellegrino – mentre nella Casa della Fanciulla è anche crollata una porzione del tetto e sono stati accumulati rifiuti e sfabbricidi». Pellegrino ricorda inoltre come già nel settembre scorso l’associazione avesse segnalato la grave situazione al Prefetto, al sindaco di Trapani e alla Soprintendenza ai Beni culturali.
Adesso, però, oltre alla denuncia arriva anche una proposta concreta di recupero e riutilizzo degli immobili. «L’obiettivo è la rigenerazione e la restituzione di questi spazi alla collettività – spiega Pellegrino – rispettando la loro storia e aprendoli nuovamente alla città. È opportuno che la Regione ripiani gli eventuali debiti e ripristini i due immobili per affidarli poi all’Ente più vicino al territorio che possa gestirli».
Tra le ipotesi avanzate da Italia Nostra c’è quella di destinare la Casa della Fanciulla a centro di relazioni sociali, mentre l’Ospizio Marino, per la sua particolare collocazione tra saline e mare, potrebbe essere utilizzato dal Consorzio Universitario nell’ambito di corsi legati alla Biologia marina.
Per la vicepresidente di Italia Nostra Trapani, l’architetta Maria Antonietta Castagna, il recupero dei due edifici rappresenta molto più di un semplice intervento edilizio. «La proposta del riuso adattivo è un atto culturale e di civiltà – sottolinea –. Significa dimostrare che la bellezza e la memoria dei nostri luoghi non devono essere museificate né abbandonate, ma abitate e reinventate. Un vecchio edificio non è un vuoto a perdere, ma uno scrigno di memoria che aspetta di tornare a vivere nel presente».
Al convegno è prevista la partecipazione di amministratori, tecnici ed esperti che approfondiranno gli aspetti storici, urbanistici e culturali legati al recupero dei due immobili. Tra gli interventi previsti figurano quello sugli aspetti storici e giuridici delle strutture a cura di Giacomo Tranchida (medico), quello dell’operatrice turistica e scrittrice Caterina Popolano sull’attuale stato degli edifici e le loro potenzialità, oltre ai contributi della direttrice dell’Istituto di Biologia Marina del Consorzio Universitario della Provincia di Trapani Concetta Maria Messina e del commercialista Gildo La Barbera sul tema dello sviluppo territoriale della Sicilia occidentale.
















