Un segnale forte di inclusione e riconoscimento per i tanti bambini e ragazzi figli di genitori stranieri che vivono, crescono e studiano a Trapani.
I consiglieri comunali del Partito Democratico Andrea Genco (primo firmatario), Marzia Patti e Giulia Passalacqua hanno presentato una mozione per chiedere il conferimento della cittadinanza onoraria ai minori di origine straniera che frequentano le scuole cittadine o che risiedono stabilmente nel territorio comunale.
«Si tratta di un atto simbolico – dichiarano – che vuole riaffermare il nostro impegno verso l’inclusione, l’uguaglianza e la solidarietà». La proposta si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sul tema della cittadinanza e dei diritti dei minori nati o cresciuti in Italia da genitori stranieri che, ad oggi, non acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana ma possono richiederla solo al compimento dei 18 anni e a determinate condizioni.
I consiglieri sottolineano che l’iniziativa prende spunto dalla posizione assunta dalla segretaria nazionale del PD Elly Schlein sul referendum per la cittadinanza e dalla proposta parlamentare sullo ius scholae avanzata dall’onorevole Simona Flavia Malpezzi, oltre che dal programma “Integra” promosso da UNICEF.
«Siamo nel 2025 – affermano Genco, Patti e Passalacqua – e ancora oggi questi bambini non sono riconosciuti come cittadini, nonostante frequentino le nostre scuole, parlino la nostra lingua e siano parte integrante della nostra comunità. Con questa mozione vogliamo dare un segnale concreto: a Trapani, chi cresce qui è cittadino, senza distinzioni di origine».
I consiglieri ricordano come già nel 2012 il Comune di Mazara del Vallo abbia conferito la cittadinanza onoraria a 273 minori stranieri residenti in città, e si dicono pronti a portare avanti un percorso analogo anche a Trapani.
«La cittadinanza non può e non deve avere colore politico – concludono –. È un atto di giustizia sociale e un segnale di civiltà. Da giovani consiglieri del Partito Democratico vogliamo impegnarci per costruire una città più accogliente, più giusta, più umana».
















