È un attacco frontale quello che il Movimento 5 Stelle Trapani-Erice rivolge all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo Tranchida, accusata di inerzia e indifferenza dinanzi al perdurare dello sversamento di liquami lungo il Litorale nord.
Un’emergenza ambientale e sanitaria che, secondo i Cinque Stelle, viene da anni sminuita e ignorata, nonostante le ripetute segnalazioni e denunce.
A sollevare di nuovo il caso è il Gruppo Territoriale del M5S, che, attraverso una nota stampa a firma della coordinatrice Francesca Trapani, punta il dito contro le condizioni in cui versa lo specchio d’acqua davanti al pennello di scarico presso l’ex isola ecologica sul lungomare Dante Alighieri.
«Una parte del mare dei trapanesi sta morendo, giorno dopo giorno, per “accumulo di bugie”», si legge nel comunicato. E ancora: «Bugie, omissioni, indifferenza. Così viene tradita la città dei due mari».
A rafforzare le accuse arriva il recente report di Goletta Verde di Legambiente, che ha classificato come fortemente inquinati tre dei quattro punti monitorati in provincia di Trapani. Tra questi, proprio il sito oggetto della denuncia dei Cinque Stelle, che viene definito tra i più critici della Sicilia. Il campionamento, avvenuto tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, conferma la presenza di livelli preoccupanti di inquinamento e pone sotto accusa il malfunzionamento strutturale del sistema di depurazione e la mancanza di una regolamentazione efficace degli scarichi.
Il M5S sottolinea come questa situazione sia stata più volte minimizzata dagli assessori della precedente giunta comunale – Safina e Romano – e dallo stesso primo cittadino, che hanno parlato semplicemente di “accumuli di acqua piovana”. Una spiegazione che non convince il gruppo territoriale, che torna a invocare un intervento urgente e concreto.
«L’Amministrazione oggi come allora appare immobile e inadempiente – afferma Francesca Trapani – rispetto alla qualità delle acque e allo sversamento dei reflui a pochi metri dalla riva, in violazione della normativa vigente, che impone lo scarico ad almeno un miglio e mezzo dalla costa». La coordinatrice richiama l’attenzione sull’impatto che questa condizione ha non solo sulla salute pubblica, ma anche sulla reputazione turistica e ambientale della città.
«I segnali d’allarme, insieme alle nostre denunce, avrebbero dovuto spingere almeno alla ricerca di una soluzione – aggiunge – anche a fronte delle difficoltà finanziarie degli enti locali. Ora è tempo di dare risposte chiare e definitive, anche solo in termini progettuali. Serve un cronoprogramma che indichi come e quando si intende affrontare il problema».
Il Movimento 5 Stelle conclude rinnovando la richiesta all’Amministrazione di agire con responsabilità, proponendo un piano concreto per la messa in sicurezza del litorale, al fine di restituire dignità al mare di Trapani e tutela ai suoi cittadini.
















