Trapani e Valderice ricordano Gian Giacomo Ciaccio Montalto

Trapani e Valderice hanno reso omaggio stamane a Gian Giacomo Ciaccio Montalto, il magistrato ucciso dalla mafia a 41 anni nel 1983, ricordandone il coraggio, la solitudine della sua battaglia e l’eredità civile lasciata alle nuove generazioni.

A Trapani, alla presenza di Autorità civili e militari e di studenti delle scuole del territorio, la commemorazione ha assunto il valore di una lezione di memoria viva, grazie anche agli interventi istituzionali che hanno sottolineato come il sacrificio di Ciaccio Montalto abbia contribuito a far crescere una coscienza collettiva più forte nella lotta alla criminalità organizzata.

Il procuratore aggiunto di Trapani, Stefano Luciani, rivolgendosi ai ragazzi, ha evidenziato come la Sicilia abbia sviluppato una consapevolezza sul fenomeno mafioso più avanzata rispetto ad altre realtà italiane, ricordando che se oggi Cosa nostra non è più quella degli anni Ottanta è grazie al sacrificio di magistrati, Forze dell’ordine e giornalisti che hanno fatto il proprio dovere quando farlo era estremamente difficile, lasciando un messaggio di speranza per il futuro.

Il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, in occasione della deposizione di una corona presso l'”albero della memoria” che ricorda Ciaccio Montalto all’interno della Villa Margherita, ha legato il ricordo del giudice anche ai simboli della città, richiamando il colore granata come metafora del sangue versato da chi ha lottato per la libertà, sottolineando che la partita più importante è quella della vita e del futuro, resa possibile proprio da quei sacrifici. A seguire l’incontro con gli studenti delle scuole superiori nell’aula Sodano al Palazzo Municipale. In collegamento è intervenuta anche la figlia del magistrato, Marene Ciaccio Montalto.

A Valderice, luogo in cui il magistrato fu ucciso 43 anni fa davanti alla sua abitazione, senza scorta e senza auto blindata, l’iniziativa ha assunto un tono ancora più intimo e profondo. Dopo la deposizione di una corona in via Carollo, luogo dell’agguato mafioso,

l’incontro con gli studenti nell’Aula consiliare con il collegamento con Marene Ciaccio Montalto. Il sindaco Francesco Stabile ha ribadito con forza che la memoria è necessaria, ricordando ai giovani presenti la figura di un magistrato tenace e coraggioso, che pagò con la vita la sua lotta solitaria alla criminalità organizzata.

Due iniziative diverse ma unite dallo stesso filo conduttore: trasformare il ricordo di Gian Giacomo Ciaccio Montalto in un impegno concreto, perché la mafia, come è stato ricordato, si nutre del silenzio ma trema davanti alla conoscenza.

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