Mercoledì prossimo 1 luglio, a Trapani, il Consiglio Comunale discuterà sull’attuazione del Piano Urbanistico Generale (Pug).
Tra le tante preoccupanti segnalazioni che negli anni sono arrivate alla nostra redazione, c’è anche questa che l’ingegnere Pietro Barbera ci ha inviata e che alleghiamo in fondo all’articolo nel documento originale e che vi sintetizziamo nelle prossime righe.
Prima però è opportuno ricostruire la vicenda cominciando con le dichiarazioni di “Palazzo” in questa intervista esclusiva concessaci nell’ormai lontano 18 maggio 2022 dal commissario governativo per RFI:
Sottopasso ferroviario: “Un’opera da oltre 20 milioni di euro” e non solo… [AUDIO e VIDEO]
Era invece il 22 luglio 2022 quando vi raccontammo delle prime reazioni popolari al progetto rimasto tutt’ora sulla carta con le dichiarazioni dell’ing. Pietro Barbera:
“No al sottopasso di via Marsala”, assemblea pubblica contro la realizzazione dell’opera [AUDIO]
A distanza di qualche anno ecco in sintesi il resoconto del professionista trapanese:
Trapani non può permettersi un’altra incompiuta: il sottopasso ferroviario previsto tra via Marsala e via Virgilio è un’opera che, pur non essendo mai stata realizzata, ha già prodotto danni enormi. Dopo anni di annunci e promesse, oggi rimane solo una pesante eredità di risorse pubbliche impegnate senza alcun beneficio per la collettività.
La vicenda del sottopasso ha lasciato dietro di sé una scia di attività economiche penalizzate, aree degradate e una città che ha perso tempo prezioso. Non si tratta solo della mancata costruzione dell’opera, ma delle criticità progettuali e dei rischi idraulici che sono stati evidenziati nel corso degli anni. I cittadini e i tecnici hanno sollevato dubbi sull’effettiva utilità dell’intervento, mentre nel frattempo sono stati avviati procedimenti espropriativi e modificati strumenti urbanistici.
Le attività commerciali di via Marsala hanno vissuto nell’incertezza, vedendo diminuire investimenti e valore immobiliare. Anche i proprietari hanno subito gli effetti di vincoli e procedure che ora rischiano di rivelarsi del tutto inutili. A tutto ciò si aggiunge la perdita di importanti finanziamenti pubblici destinati all’opera, con la conseguenza che Trapani non solo non dispone del sottopasso, ma ha perso anche l’opportunità di utilizzare quelle risorse per interventi realmente utili alla città.
Studi idraulici recenti indicano che l’area potrebbe svolgere una funzione strategica nella difesa della città dagli allagamenti, diventando un bacino di raccolta delle acque meteoriche integrato con un grande parco urbano. Questa soluzione trasformerebbe un problema in una risorsa, migliorando la sicurezza idraulica e la qualità della vita.
Oggi sarebbe un grave errore lasciare tutto immutato. È necessario avere il coraggio di prendere atto che il sottopasso non verrà realizzato. Bisogna ripristinare la destinazione urbanistica originaria delle aree, eliminare i vincoli privi di utilità pubblica e restituire alla città gli spazi sottratti.
È fondamentale fare piena luce sull’intera vicenda. I cittadini hanno il diritto di sapere quante risorse pubbliche siano state spese e quali siano le cause che hanno portato al fallimento dell’intervento. Trapani non ha bisogno di nuove polemiche, ma di trasparenza e responsabilità.
Le opere pubbliche devono migliorare la vita delle persone. Quando ciò non accade, la buona amministrazione impone di fermarsi, correggere gli errori e ripartire da soluzioni realmente sostenibili. La vicenda del sottopasso rappresenta una lezione che la città non può permettersi di dimenticare. Adesso è il momento delle decisioni, non delle attese.
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