“Trapani è donna… e madre”: Valentina Colli (UDI) non ci sta

Tanto tuonò che piovve. A molte donne della città non è piaciuta la modifica del titolo del progetto del Comune “Trapani è donna”, ora diventato “Trapani è donna… e madre”. L’aggiunta della parola “madre” è stata spiegata dalle assessore Andreana Patti e Rosalia d’Alì, non convince neanche Valentina Colli, presidente del circolo UDI (Unione Donne in Italia) “Franca Rame” di Trapani.

“Intanto, sottolineiamo che, quando si parla di politica di genere – afferma Valentina Colli – si parla di identità sociale: quindi, quando si parla di maternità si sta parlando politicamente di un ruolo, le vocazioni, gli afflati, appartengono alla sfera personale che non è di competenza pubblica. Le parole hanno un peso.
Che si inizi a parlare del tema della diversity è per certo una cosa positiva, perché, quando cresce il livello di attenzione e di consapevolezza, le cose cominciano a muoversi. Per una volta, vogliamo prenderci il merito di essere stato il primo movimento a Trapani a parlare di genere attraverso iniziative politiche e non fini a loro stesse. Il problema è, infatti, che quando si parla di donne ormai le si relega al loro ruolo di “cura”, anche sociale, quando si dovrebbe parlare di politiche di genere in termini di welfare. Oggi, il delicato ed importante tema della violenza di genere – affrontato con troppa superficialità e spesso con iniziative addirittura controverse – ha “distolto l’attenzione” dal punto cruciale trasformando le politiche di genere in un fatto estetico”.

La presidente dell’UDI continua: “Mentre serve un impegno contestuale molto più ampio a livello di management e di visione per un empowerment femminile. Occorre che la cultura di genere diventi mainstream: e per far questo, serve un’agenda politica seria, impegnata e tecnica sul tema. Dall’agenda politica, poi, si svilupperanno le iniziative: invece, a partire dal progetto pilota “Trapani è Donna” – al quale come UDI abbiamo aderito, pur con molte criticità di partenza che preferiamo per eleganza tacere, dando per l’ennesima volta fiducia a questa Amministrazione – si evince l’atavico problema di orizzontalità tra Istituzioni e Terzo Settore, demandando all’associazionismo le iniziative. L’assenza di agenda politica provoca difformità ed un’accozzaglia di iniziative, anche valide, che però non generano “politica”, cioè risposte e soluzioni”.

Le domande articolano il pensiero della presidente dell’UDI Trapani. “Vogliamo parlare seriamente di politiche di genere per il contrasto alla disparità? Si inizi dall’equilibrio di genere nella giunta, che ha un altissimo tasso testosteronico: non è una questione di quote, o pensiamo che in tutta la città non ci siano donne in grado di ricoprire ruoli apicali? Si inizi ad usare il linguaggio di genere: le assessore non siano riottose nel declinarsi al femminile, perché ciò che non si dice non esiste. Le cose immediatamente più banali.
Vogliamo parlare di genitorialità? Avviamo percorsi di sessualità consapevole per i giovani, sportelli di informazione per chi genitore non può esserlo naturalmente, prendiamo posizioni forti ed efficaci quando una coppia omosessuale vuole diventare famiglia, prevaricando anche le proprie competenze: se lo si poteva fare con i porti ed i migranti, si potrà farlo con l’ufficio Anagrafe”.

Valentina Colli spiega la posizione del circolo UDI trapanese. “Iniziamo a determinare la qualità degli interventi, degli interlocutori. Parliamo e facciamo cittadinanza duale e democrazia paritaria. Queste cose sono mancate in “Trapani è Donna”, per questo già lo scorso anno, al termine del progetto, annunciammo che non ci saremmo ricandidate, pur restando a disposizione dell’Amministrazione, come abbiamo sempre fatto. Ci fa piacere che l’Amministrazione chieda i contributi dei cittadini: sperando che, questi ultimi, non si riducano alle “culle calde” per cavalcare il sentiment provocato dall’infanticidio di qualche settimana fa. Noi, la nostra agenda l’abbiamo consegnata in campagna elettorale e, certo, conteneva temi scomodi: atti di indirizzo per la diffusione della “pillola del giorno dopo”, potenziamento dei consultori, ius soli comunale. Non siamo sicure che questi siano temi esattamente popolari. Ma, in politica, ci vuole coraggio: o continueremo a scambiare gli eventi con la politica, l’etica con l’estetica, la grandezza col gonfiore”.