Con decreto sindacale n.58 del 29 maggio 2002, il primo cittadino di Trapani del tempo, preso atto delle proposte avanzate dalla Commissione Toponomastica, aveva intitolato una traversa della via Rieti a al letterato Leopoldo Barboni.
Ma, al momento della collocazione dell’apposita targa, nessuno si accorse che vi era stato scritto Borboni.
Circa otto mesi fa, un cittadino – Giuseppe Romano, ex comandante della Polizia Penitenziaria nel carcere di Trapani – ha segnalato l’errore nella toponomastica all’attuale sindaco che ha avviato l’iter amministrativo per la correzione.
Leopoldo Barboni, nato a San Frediano (PI) il 5 febbraio 1848, giunse a Trapani alla fine del 1893 come insegnante di Italiano, prendendo la cattedra che era stata del canonico Vito Pappalardo al Liceo Ximenes di cui fu poi preside; il letterato fu nominato poi Provveditore agli studi.
Nel 1904, insieme ad altri trapanesi, Barboni fu inserito in una lista di proscrizione dal contestatissimo prefetto Gaieri e dovette lasciare Trapani per qualche anno. I suoi alunni che lo definirono “scrittore esimio ed educatore modello” inscenarono una contestazione davanti la Prefettura di Trapani. Barboni morì a Trapani il 25 gennaio 1921 nella sua villetta di Raganzili a Casa Santa.
Ieri, grazie alla collaborazione dell’ATM e della ditta Stinco Marmi che si è offerta gratuitamente di modificare il nome sulla targa stradale, a Leopoldo Barboni, amico di Carducci e amato dagli studenti trapanesi di un secolo fa, è stato restituito il suo vero cognome.

















