Trapani, crisi di maggioranza: salta l’aumento TARI, buco in bilancio e conti da rifare per Tranchida

La data ultima per approvare il PEF, piano economico finanziario del servizio di gestione rifiuti per il periodo 2026-2029, ed il successivo atto inerente le tariffe TARI 2026, era il 31 luglio. Ieri, venuto meno il numero legale, la seduta è stata aggiornata a stamani quando ancora una volta la maggioranza di governo non è stata in grado di raggiungere le dieci presenze, numero minimo per aprire i lavori ed approvare l’atto.

Presenti soltanto in nove, precisamente Andrea Genco, Angela Grignano, Giovanni Parisi, Marzia Patti, Monica Desideri, Vincenzo Guaiana, Giuseppe Peralta, Daniela Barbara e Toto Braschi. Rilevante l’assenza di Franco Briale, consigliere indipendente che sembra ormai sempre più smarcato dalle dinamiche di Tranchida e compagni.

La Giunta, con la delibera 352 dello scorso 28 luglio, aveva approvato le nuove tariffe TARI. A Trapani, si registrava un lieve aumento sia per le utenze domestiche che per quelle commerciali. Tuttavia, per far diventare esecutivo l’atto, occorreva anche il visto di Palazzo Senatorio Cavarretta. Ed è proprio qui che si è consumata una frattura che non lascia dubbio alcuno: Giacomo Tranchida non ha più nemmeno la maggioranza per aprire una seduta in seconda battuta (ossia quando bastano dieci consiglieri), rendendo il futuro politico della città decisamente complesso.

Per alcuni atti meno rilevanti, sono state le opposizioni a garantire il numero legale. Per le delibere che hanno invece una connotazione estremamente politica, naturalmente Miceli e soci lasciano spazio all’ex maggioranza, che però non ha più i numeri per governare Trapani. Ne consegue un notevole buco in bilancio, stimato dall’assessore alle Finanze in circa settecento mila euro, da reperire tra le risorse del bilancio comunale. Da rifare, naturalmente, anche i c.d. “equilibri”, che certificano lo stato dei conti dell’Ente.

Per Tranchida, almeno tre le strade percorribili al fine di recuperare quanti più soldi possibili: tagliare servizi alla cittadinanza, abbassare nettamente le indennità di Giunta e Consiglio, tagliare le assunzioni previste. Nel frattempo, una cosa è certa: se la TARI e il PEF rappresentano una sorta di voto di fiducia per l’amministrazione, questa oggi è venuta meno. Il sindaco di Trapani, stanco e accerchiato su più fronti, riflette e continua a lavorare sebbene la situazione sia ormai critica.

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