Trapani, cresce il fronte istituzionale per un evento nazionale sul futuro del porto

Da proposta avanzata dal mondo portuale a possibile progetto condiviso dal territorio. Prende sempre più consistenza l’idea di organizzare a Trapani un grande evento di rilevanza nazionale dedicato al futuro e allo sviluppo del porto, iniziativa partita da Gaspare Panfalone, amministratore delegato della Riccardo Sanges e delegato Assiterminal, dopo la puntata della trasmissione RAI “Linea Blu” dedicata allo scalo trapanese.

Al progetto hanno manifestato il proprio sostegno l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, il Libero Consorzio Comunale di Trapani e la Camera di Commercio di Trapani, mentre un ulteriore elemento destinato ad ampliare le prospettive è rappresentato dalla candidatura della città a “Capitale italiana del mare” 2027 con il progetto “Trapani 2027 – La città generata dal mare”.

Due percorsi distinti, che mantengono la propria autonomia ma che, secondo gli operatori, possono trovare importanti punti di convergenza. I temi sono in larga parte comuni: centralità del Mediterraneo, infrastrutture portuali, logistica, Blue Economy economy, nuove filiere produttive ed energetiche e costruzione di una rete stabile tra Istituzioni, imprese e territorio.

Da una parte c’è, dunque, una candidatura che punta a trasformare il rapporto tra Trapani e il mare in una strategia di sviluppo, tutela e valorizzazione; dall’altra la volontà di riunire nel capoluogo interlocutori di livello nazionale per discutere del ruolo che lo scalo può assumere nei nuovi equilibri commerciali, logistici ed energetici del Mediterraneo.

Un sostegno alla proposta del grande evento era già arrivato dalla presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, che aveva espresso la convinta adesione dell’ente. A fare da sfondo ci sono anche i dati relativi all’andamento dello scalo: viene indicato un incremento del 32,7 per cento nella movimentazione delle merci e del 27,7 per cento nel traffico ro-ro. Numeri che confermano la rilevanza strategica di Trapani per la logistica, l’oil & gas e la transizione energetica nel Canale di Sicilia. Tardino ha anche evidenziato l’esigenza di mettere in relazione Istituzioni europee, nazionali e regionali, Enti locali, associazioni di categoria, imprese e mondo accademico, manifestando la disponibilità dell’Autorità a partecipare sia alla costruzione dell’evento sia al relativo tavolo di lavoro.

Sulla stessa linea si colloca il Libero Consorzio Comunale di Trapani. Il presidente Salvatore Quinci ha dichiarato la propria disponibilità a sostenere un appuntamento nazionale capace di contribuire alla definizione di una nuova strategia per rafforzare la centralità del territorio trapanese nel Canale di Sicilia e nel Mediterraneo, mettendo a disposizione dell’iniziativa gli strumenti dell’Ente. Anche la Camera di Commercio di Trapani ha aderito al percorso. Il commissario straordinario Giuseppe Pace ha valutato favorevolmente l’ipotesi dell’evento, considerandola un’iniziativa di particolare valore per il tessuto economico e sociale provinciale. La Camera di Commercio ha manifestato la disponibilità a contribuire con competenze, strutture e rappresentanza economica sia alla fase organizzativa sia alla definizione dei contenuti dell’appuntamento. Forma e contenuti dell’evento dovranno essere definiti attraverso il confronto tra i soggetti che hanno aderito, mantenendo come punto fermo la costruzione di proposte e di una visione sul futuro dello scalo.

Il confronto assume particolare rilievo alla luce delle sfide che attendono il porto. Alla crescita dei traffici, devono accompagnarsi il completamento delle infrastrutture programmate, l’adeguamento dei fondali e l’aumento del pescaggio, lo sviluppo di nuove banchine e una maggiore capacità di intercettare i flussi della logistica internazionale e le opportunità offerte dal project cargo, dall’eolico offshore, dal crocierismo e dai nuovi scenari energetici. Gli stessi temi entrano nella candidatura di Trapani a Capitale italiana del mare, dove porto, waterfront, blue economy, logistica ed eolico offshore figurano tra gli elementi sui quali costruire il futuro rapporto tra città e mare. Per Panfalone il passaggio più significativo è proprio l’allargamento del fronte: la proposta non riguarda più soltanto la componente industriale del porto, costituita da operatori e lavoratori, ma comincia ad assumere i contorni di un progetto sostenuto da più soggetti istituzionali. La sfida sarà evitare sovrapposizioni tra le diverse iniziative e fare in modo che possano invece dialogare e rafforzarsi reciprocamente. La posizione geografica di Trapani, sottolinea l’imprenditore, rappresenta un dato immutabile; il compito del territorio è trasformarla in una reale posizione strategica.

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