Trapani Calcio, Amministrazione pronta ad acquisire le manifestazioni di interesse per la rinascita

Thomas Fuller disse “È sempre più buio appena prima dell’alba”. Osservando la situazione del Trapani Calcio, la citazione, sembra più che appropriata. Ora, dopo che il Tribunale ha decretato il fallimento della società granata, è tempo di pensare all’alba.

“Gli sportivi trapanesi meritano altri successi – afferma il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida -, altri sogni e una nuova squadra che possa far tornare a sventolare le bandiere e i vessilli della Città”. La rinascita sembra già un libro scritto in altre città: Palermo e Bari sono l’esempio più recente e la politica sembra muoversi proprio in quella direzione.

“Così come detto più volte in queste settimane – dice il primo cittadino -, e di già esperito nel passato anche recente, questa Amministrazione è pronta a dare il proprio contributo e il proprio supporto affinché un nuovo progetto imprenditoriale e sportivo possa riportare in alto il nome della squadra di Trapani, nel rispetto di quanto previsto dalle Norme Organizzative interne della FIGC. Nelle prossime settimane l’Amministrazione avvierà una procedura esplorativa per acquisire le manifestazioni di interesse di società sportive esistenti o costituende, purché con sede a Trapani, disponibili a presentare un progetto sportivo mirato alla creazione di una nuova squadra con l’intento di riportarla a partecipare ai campionati di vertice oltre che al necessario investimento nel settore giovanile e nel calcio femminile”.

Tranchida, però, mette subito in campo le “regole”: chi ci sta deve mettere i soldi sul tavolo.
“Per evitare nuovamente brutte sorprese – spiega Tranchida – , e per allontanare eventuali sciacalli che già s’intravedono all’orizzonte, pronti all’ennesimo saccheggio, tra i requisiti indispensabili saranno richieste garanzie finanziarie della sostenibilità dei progetti presentati e un coinvolgimento attivo della comunità trapanese nella gestione e nel controllo della società, affinché sia chiaro che Trapani è dei trapanesi…”.