Procedono più lentamente di quanto i cittadini vorrebbero le operazioni di disigillatura dei contatori nelle zone di Trapani interessate dal divieto di utilizzo dell’acqua.disposto dal sindaco lo scorso 13 marzo
Un ritardo che trova spiegazione nei tempi tecnici necessari per garantire la completa sicurezza della rete idrica.
A chiarire la situazione è il dirigente comunale Orazio Amenta, che ha spiegato come la causa dell’inquinamento sia stata individuata e già risolta: “La causa dell’inquinamento è stata la rottura di una presa idrica”, ovvero il collegamento tra un’abitazione e la condotta principale.
La rottura, verificatasi in prossimità di un fognolo, ha consentito l’ingresso di acque reflue nella rete, generando la contaminazione nelle aree circostanti. Secondo quanto riferito, il danno sarebbe stato provocato da un abbassamento del marciapiede, probabilmente dovuto al passaggio o alla sosta di mezzi pesanti. Non si tratta – sottolinea il dirigente comunale – di un cedimento strutturale della rete idrica comunale che in quell’area è tutta nuova.
Se da un lato il problema strutturale è stato risolto, dall’altro resta la necessità di completare le operazioni di bonifica della rete. “Non possiamo disigillare i contatori fin quando i livelli di inquinamento non sono a zero e lo sapremo nel giro di qualche giorno dalle ultime analisi effettuate”, ha precisato Amenta, sottolineando come siano necessari “diversi cicli di lavaggio della condotta” per eliminare completamente ogni traccia di contaminazione .
Le operazioni di lavaggio, infatti, avvengono per fasi e a giorni alterni, seguendo il normale sistema di erogazione idrica. Questo comporta tempi più lunghi, rallentando di conseguenza il ripristino completo del servizio.
Nel frattempo, alcune prese sono già state disigillate, mentre per le altre si attende l’esito definitivo delle analisi. I livelli di inquinamento, secondo quanto riferito, risultano già “minimi”, ma è necessario completare il processo per garantire la totale sicurezza dell’acqua.
L’obiettivo resta quello di riportare nel più breve tempo possibile la situazione alla normalità, ma senza compromettere i necessari standard di tutela sanitaria. Nel frattempo il disagio per chi, a causa dell’insufficienza del servizio comunale sostitutivo, è costretto ad acquistare l’acqua da ditte private per le proprie necessità, resta. Ci auguriamo davvero per molto poco tempo ancora.
















