Tranchida: “Il Trapani Calcio che vogliamo, deve prendere insegnamento dagli errori del passato”

Tra le puntualizzazioni: "La richiesta di un progetto sportivo finalizzato a riottenere la categoria e i palcoscenici ben noti alla squadra granata serve come parametro progettuale e non come risultato obbligatori"

“Non mi soffermerò nel replicare ad alcune strumentalizzazioni politiche, atteso che taluni pirandelliani soggetti avranno la risposta a tempo debito e nel luogo proprio. Reputo però opportuno l’ulteriore chiarimento dei punti programmatici predisposti dall’Amministrazione Comunale peraltro in sintonia e con il plauso dei massimi vertici sportivi nazionali, anche al fine di tranquillizzare tutti i tifosi, veri “azionisti” di maggioranza dell’orgoglio granata, proprio perché il desiderio di rivedere la squadra granata in campo ed in buona salute è condivisa e si lavora tutti per lo stesso obiettivo, ma nel rispetto delle regole oltre che della serietà degli intenti”.

Con queste parole il primo cittadino di Trapani, Giacomo Tranchida, ha voluto rassicurare i cittadini e i tifosi del Trapani Calcio dopo le numerose prese di posizioni avvenute dopo che con un primo comunicato, lo stesso sindaco ha voluto mettere in chiaro le possibili condizioni per la nuova squadra che dovrà rappresentare i colori granata. Ora prova a buttare acqua sul fuoco.

Nel dettaglio, Tranchida ha voluto puntualizzare che “vi è piena consapevolezza che nessun imprenditore possa garantire il raggiungimento di un risultato sportivo, in quanto questo è legato ad elementi di variabilità e imponderabilità che esulano dalle capacità finanziarie; la richiesta di un progetto sportivo finalizzato a riottenere la categoria e i palcoscenici ben noti alla squadra granata serve come parametro progettuale e non come risultato obbligatorio (e infatti non saranno previste sanzioni per l’eventuale mancato raggiungimento); che i parametri patrimoniali indicati nascono dalla valutazione dei costi presumibili nell’arco di un quadriennio, che evidentemente possono essere ridotti dalle entrate che la società riuscirà ad ottenere grazie ai risultati sportivi e alla capacità di sviluppare le proprie capacità economiche; che le recenti esperienze dimostrano che la patrimonializzazione della società e la sua liquidità finanziaria sono in questo momento storico un bene prezioso per qualsiasi attività economica e, ancor di più, per una società costituenda che, soprattutto all’inizio, dovrà far fronte alle spese di partenza esclusivamente con il solo apporto del proprietario”.

Infine dal punto di vista tecnico, il primo cittadino spiega che “anche sotto l’aspetto della forma si fa presente che questa Amministrazione Comunale intende “accreditare” presso la FIGC la società che presenterà il piano industriale più forte e che saprà apparire meglio strutturata, quella che meglio vorrà salvaguardare il territorio e la comunità anche con un coinvolgimento del tessuto sociale, quella che saprà fornire garanzie di continuità nel tempo, non avendo remora dell’asettica vigilanza pubblica a tutela di un bene comunque pubblico: il valore sportivo autentico rappresentato dai colori della Città di Trapani”.