Tranchida-Guaiana: le scelte su Erice rischiano di rompere l’accordo di Trapani

Lo scontro è frontale tra i due maggiori azionisti della maggioranza trapanese: rendere le Amministrative ericine una sfida tra Tranchidiani ed antiTranchidiani rischia di avere ripercussioni pesanti a Trapani

Erice indissolubilmente legata a Trapani. Le Amministrative del Monte rischiano di creare una spaccatura profonda a Trapani tra i due maggiori azionisti della maggioranza di governo: Giacomo Tranchida e Giuseppe Guaiana. Gli incontri preliminari per le votazioni della prossima primavera hanno riportato un certo classicismo negli schieramenti. Tranchida appoggerà la rielezione di Toscano con un compartimento di centrosinistra. Dall’altro lato, invece, si prepara un centrodestra compatto, sebbene alla riunione di lunedì fosse presente anche il PSI e il Movimento 5 Stelle. Insomma, qualcuno l’ha interpretata come Tranchidiani contro antiTranchidiani.

Ieri, invece, si è riunita in pianta stabile la fazione ericina di governo che, a detta dello stesso Tranchida, deve coinvolgere attivamente anche Trapani. Infatti erano presenti gli assessori Rosalia d’Ali, Enzo Abbruscato, Giuseppe Pellegrino, Ninni Romano, Dario Safina e Andrea Vassallo e i consiglieri comunali che hanno potuto partecipare: Marzia Patti, Azzurra Tranchida, Salvatore Daidone, Rocco Greco, Massimo Toscano e Giuseppe Virzi. Una visione globale quindi.

“È un impegno coerente e anche nell’interesse della città di Trapani quello di supportare il proseguo del buon governo delle politiche ericine poste in essere dalla sindaca Toscano, che avrà un ritorno sinergico anche per la città di Trapani – dichiara il sindaco Giacomo Tranchida, che parimenti non sfugge alle domande giornalistiche di questi giorni, circa l’evidente contraddizione, anticamera dello sfilarsi da una comune e vincente azione di governo cittadina oltre che d’intenti per lo sviluppo territoriale di due importanti partner della coalizione trapanese riconducibili ad Amministratori e Consiglieri trapanesi delle liste Amo Trapani e Trapani Tua – non posso che prenderne atto, aggiungo che ognuno è artefice del proprio destino. Ho il dovere – conclude Tranchida – anche per cultura personale oltre che politica, nonché per rispetto dei cittadini trapanesi, di provare ad essere fino in fondo garante dell’unità della coalizione e della coesione dell’azione strategica di governo, come ritengo dovrebbe esserlo la seconda carica istituzionale della città e gli assessori tutti della mia Giunta oltre ai consiglieri comunali eletti. Ovviamente chi sceglierà strade diverse, alleandosi con i primi e noti detrattori di questa Amministrazione, inseguendo chimere o cercando scorciatoie per soddisfare personali, ancorché, legittime ambizioni, è libero di farlo in qualunque momento. La mia pazienza e comprensione è stata tanta, ma è nota parimenti la mia allergia ai voltafaccia e peraltro comunemente notorio che la mia amministrazione non garantisce porte girevoli ad alcuno”.

Un attacco frontale ai suoi stessi alleati: Amo Trapani e Trapani Tua (che rappresenterebbe l’UDC). Due lista che hanno una storia politica diversa da quella di Tranchida. Guaiana e i suoi da sempre sono posizionati a centrodestra, moderati ma con una identità molto chiara. L’UDC in Regione governa con Musumeci e il centrodestra, a Marsala con Grillo e il centrodestra, a Trapani con Tranchida e il centrosinistra. Insomma, sono due schieramenti centristi che, città per città, si posizionano in modo diverso. Tranchida non accetta, però, che ci siano differenze tra Trapani ed Erice arrivando anche ad attaccare direttamente i propri alleati cittadini.

La reazione di Giuseppe Guaiana, ovviamente, non si è fatta attendere. La seconda carica istituzionale della città, così come rimarcato dal sindaco, ha affidato alla sua pagina Facebook la replica. “Apprendo con grande rammarico che anche a Trapani è iniziata la stagione dell’odio, dettata forse dalla paura. Ricordo a tutti che nella qualità di presidente del Consiglio – afferma Giuseppe Guaiana -, seconda carica istituzionale, ho sempre rispettato la dignità dell’intero consesso civico. Ma voglio rammentare a tutti che il sottoscritto non è e non sarà mai succube di alcuno. L’accordo elettorale raggiunto nel 2018, che ha portato alla costituzione della presente Amministrazione, riguardava molto chiaramente per tutti soltanto Trapani, pertanto rivendico la libertà di una diversa visione sulla politica ericina, come già espresso e accaduto nel 2017. Contesto apertamente e fortemente questa sorta di transumanza ideologica pseudo induttiva e palesemente imposta, senza nessuna volontà o capacità di dialogo in qualsiasi territorio. La cultura di governo non si misura con la capacità di abbassare la testa sempre e comunque. Io rispetto solo la volontà dei cittadini e non permetto a nessuno di mancarmi di rispetto”. Il grande freddo cala sulla politica trapanese.

Una divisione tra Tranchida e Guaiana poterebbe uno stallo non indifferente: senza i consiglieri di Amo Trapani mancherebbe la maggioranza in Consiglio. Il matrimonio vacilla e oggi più che mai rischia di rompersi. Ma converrebbe? Probabilmente ad entrambi non converrebbe ma le divisioni politiche, che sono sempre state sotto gli occhi di tutti, ora palesi e alla luce del sole con uno scontro che potrebbe cambiare il destino cittadino.